AcrobaticiAnfibi 2007-2008

AcrobaticiAnfibi presenta: Lalli & Pietro Salizzoni in concerto

Ven, 09/05/2008 - 21:30
Lalli, astigiana ma da sempre a Torino, è una delle "voci" più note della scena rock italiana underground ed indipendente. È stata cantante del gruppo Franti, attivo per tutti gli anni ottanta e considerato espressione tra le più interessanti del mondo politico e poetico di quegli anni. La sua attività da solista comincia nel 1998 con quot;Tempo di vento" e prosegue con "All'improvviso, nella mia stanza", completamente scritto a quattro mani con Pietro Salizzoni che, insieme a Carlo U. Rossi, ne è anche produttore. Nel 2006 il nuovo album, Èlia che non è solo il titolo dell'album ma quello di un progetto artistico di Lalli e di Pietro Salizzoni (che non a caso firma l'album). Nel 2006 i Franti si sono riuniti per due concerti in occasione dell'uscita della raccolta completa delle loro registrazioni.
www.lalli-info.it

"Folgorazione.Ci sono magie che capitano una dozzina di volte nella vita di un ascoltatore di dischi. Ricordate la prima volta di «Creuza de mä»? Ricordate quando avete spacchettato con dita febbrili «Radici»? Ricordate l'effetto-choc di «In A Gadda Da Vida»? E quando «I giardini di marzo» vi sono piombati addosso in un pomeriggio stanco di primavera? E la voce di Dylan in «Blowin' in the wind»? Ciascuno ha i suoi magic moments, in una vita d'ascolti. Beh, da stamane, il rubrichista ha un altro magic moment. Perché «All'improvviso, nella mia stanza» non è un bel disco. Non è neppure un ottimo disco.
«All'improvviso, nella mia stanza» è un capolavoro." (Gabriele Ferraris - La Stampa)


Parola di Bielle
: "Elia" è di nuovo un disco pieno di fascino, un piatto di raffinata fattura a cui contribuiscono ingredienti di prima qualità. La voce di Lalli, innanzitutto. La conosciamo bene, da tempo: calda, notturna, autentica,
lontana anni luce dai virtuosismi fini a se stessi delle tante emule di Mina, ma capace come poche altre di valorizzare le parole, trasformandole in emozione. Le parole, appunto: nelle note di copertina sia testi che musiche sono attribuiti al 50 per cento a Lalli e Pietro.
Siamo, come in "All'improvviso nella mia stanza", su vette altissime di scrittura."

Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci

AcrobaticiAnfibi presenta:Stefano Barotti in concerto

Ven, 11/04/2008 - 21:30

Parola di Bielle: "È bello trovare delle conferme. A distanza di quattro anni da "Uomini in costruzione" ritrovo Stefano Barotti. Il suo esordio mi aveva conquistato per le sue atmosfere d'oltreoceano (avevo parlato di "profumo di prateria"), con i piedi ben piantati nella tradizione della migliore canzone d'autore italiana. Un piccolo miracolo, fatto di testi curati, di belle melodie e ottimi arrangiamenti. Si sa che il secondo disco è il più difficile. Ma il piccolo miracolo si è ripetuto. "Gli Ospiti" è un disco ben scritto, ottimamente suonato, con una sua forte identità."

Stefano Barotti Classe 1972. Vive a Massa Carrara. Le sue canzoni sono legate alla musica d'autore italiana e al folk/rock americano. Nel 2001 comincia la sua collaborazione con Jono Manson (produttore artistico) e l'etichetta discografica Club de Musique Records. Le registrazioni del suo primo disco "Uomini in costruzione" cominciano a Sarzana (Sp) nel 2002 per essere ultimate qualche mese dopo in New Mexico negli studi Medio Media di Jono Manson. Dopo L'uscita del disco Stefano comincia una lunga serie di concerti, tra teatri, locali e piazze. In solo acustico in duo o con la band portando le sue canzoni in giro per l'Italia In parallelo all'attività live comincia a lavorare ad un nuovo progetto discografico: Gli Ospiti. Nel 2006 torna infatti in Nuovo
Messico per dare il via alle registrazioni del suo secondo disco, portato a termine circa un anno dopo e presentato a maggio 2007. www.stefanobarotti.net

Silvia Starnini, genovese, valente chitarrista, dopo un diploma del quinto anno al Conservatorio, un paio d'anni di canto jazz, la fondazione e la militanza nei Radionova, gruppo emergente di - come definirlo? - elettrorock d'autore, a seguire la nascita del trio jazz femminile JusTrio arriva alla proposta da solista come autrice e interprete.

 

Ingresso con tessera Arci e sottoscrizione

AcrobaticiAnfibi presenta: Luca Ghielmetti e Isa in concerto

Ven, 14/03/2008 - 21:30

Luca Ghielmetti fa il farmacista (a Valmorea, vicino a Como, a un passo dalla Svizzera), fa il poeta (in un paio di dischi pubblicati finora, nel terzo in arrivo, e nelle più importanti rassegne di canzone d'autore, a partire dal Tenco nel lontano 1990), fa l'autore di canzoni (persino) di successo, quando vuole ("Per amore dei tuoi occhi blu" e "A un passo dalle nuvole", cantate da Ruggeri). È plurimo come un musicista e timido come un gigante. Sale sempre sul palco come un amico chiamato a tradimento, perché lui è della stessa razza di Bocca di Rosa, e cioè è uno di quelli che la canzone, pardon l'amore, la saprebbero fare bene come mestiere, ma riescono a farla soltanto per passione. Nel suo DNA ci sono i poeti francesi più maledetti e i rocker più emotivi. I suoi viaggi ti parlano della Liguria, del Salento o di New York con la stessa vocazione al sogno da appuntarsi sul cuscino, all'orizzonte chiuso da una montagna che solo la musica può attraversare. Ghielmetti ha più o meno vent'anni di carriera come musicista, un po' meno come farmacista: ha imparato bene quale medicina dare ai bambini con l'influenza, agli adolescenti che fingono un mal di gola per non andare a scuola, ai sognatori che aspettano sempre una nuova canzone per continuare a viaggiare.

Isa, torinese nata a Sanremo, è una cantautrice-ricercatrice colta nei temi e nelle forme, popolare e affascinante negli esiti, con alle spalle l'esperienza vitale di centomila serate dove la musica si fa davvero. La potente anima melodica nella voce e la poesia - cantabile, cantata, vera - consegnano un'intensa testimonianza della migliore canzone d'autore, già racchiusa nel disco d'esordio "Disoriente" (2003). Nel 2005 esce il suo primo lavoro da interprete: "Porta dei Canti. Raccontando Genova". Nel 2006 il lavoro di ricerca di Isabella Maria Zoppi e il mestiere di cantautrice di Isa si conciliano nella pubblicazione di "Paolo Conte. Elegia di una canzone", per l'Editrice Zona. Nel 2007, sempre per la Zona, esce "Il giorno che passa e consuma. Storia, musica e parole di Gianmaria Testa". Isa sta preparando un progetto nuovo, che vede intrecciarsi racconti e canzoni.

Ingresso con tessera Arci e sottoscrizione

AcrobaticiAnfibi presenta: Flavio Giurato in concerto

Ven, 08/02/2008 - 22:00
Ven, 08/02/2008 - 22:15

Un album come una capsula del tempo sotterrata tanti anni fa e da poco ritrovata, può tornare a emozionare e a sorprendere come se il tempo non fosse mai passato. Le regole per riuscirci sono poche e affatto chiare: sono ne "Il Manuale del Cantautore". Questo il titolo del nuovo lavoro di Flavio Giurato, che tra il 1978 e 1984 pubblicò tre dischi importanti ed innovativi, rimasti pietre miliari in tutti i manuali della storia della canzone italiana. Di qui nasce intorno a lui e alla sua musica un vero e proprio culto, favorito negli anni dal passaparola e alimentato da sporadiche apparizioni in concerto. Misurate, imprevedibili, altamente emozionanti, spesso accompagnate da quel suo modo di stare sul palco così unico, così impalpabile. Un culto vero e proprio che verrà poi documentato da un libro a lui dedicato, Il Tuffatore, pubblicato nel 2004 dalla No Reply.

Il suo esordio discografico risale al 1978, con "Per Futili Motivi", vinile mai ristampato su CD ed attualmente reperibile solo nei negozi e nei siti di rarità per collezionisti. Il disco successivo, "Il Tuffatore" (1982), fortemente lanciato e sostenuto negli anni Ottanta dalla trasmissione televisiva "Mr. Fantasy" di Carlo Massarini, e "Marco Polo" (1984) sono stati invece ripubblicati su CD nella collana Urlo della CGD, ma da molti anni non sono più reperibili nei negozi. Nonostante il silenzio discografico durato per più di venti anni, Flavio Giurato ha continuato a scrivere canzoni che ora fanno parte di "Il manuale del cantautore", disco che finalmente viene dato alle stampe a novembre 2007, edito da Interbeat, distribuito da Egea.

www.flaviogiurato.it/

Parola di Bielle: "Carlo Massarini si innamorò di un cantautore o musicista rock romano. Un tipo alto, con la voce particolare (né bella né brutta, né intonatissima né stonata, ma particolarmente accattivante), un tipo da "metropolitana londinese", un tipo che cantava cose diverse dai cantanti rock "politici" o solo "rock". insomma uno che usa fiati, chitarre elettriche, sfumature progressive e testi - semplicemente - stupendi. Di cosa parlano? Ma di tutto e di tutto quello che vogliamo trovarci dentro!".

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE E TESSERA ARCI

 

AcrobaticiAnfibi presenta: Luigi Maieron in concerto

Ven, 25/01/2008 - 21:30

Luigi Maieron, friulano, inizia la sua carriera di musicista prestissimo, accompagnando con la chitarra la madre fisarmonicista e il nonno contrabbassista. Il suo primo CD ufficiale Anime Femine esce nel 1998, interamente formato da brani in lingua friulana. Nel 2000 viene pubblicata la raccolta di poesie Orepresint. Nel 2001 mette in scena lo spettacolo Il troi e la ruvis. Nel 2002 esce l'album Si vif (Si vive), prodotto da Michele Gazich e Massimo Bubola. Nel 2004 pubblica il romanzo La neve di Anna, che vince l'edizione 2005 del premio letterario "Leggimontagna". Sempre nel 2005 Maieron riceve il "Premi Tor", per la sua rilettura in musica dell'opera giovanile di Pier Paolo Pasolini I turcs tal Friul. Assieme a Mauro Corona è il protagonista del progetto Due uomini di parola... Nel 2006 Luigi Maieron scrive una rilettura in lingua friulana del Vangelo di Marco. È appena uscito il suo terzo disco, Une Primavere. www.maieron.it

Parola di Bielle: "Luigi Maieron poeta furlano e cantante di gran vaglia. Prendete Leonard Cohen, fatelo cantare in lingua carnica, su musiche di Nick Drake e avrete un idea di cosa può proporvi Gigi Maieron. Le parole sono il piatto forte, parole intense, parole pensate, parole vissute e "emesse", sussurrate, proposte con gentilezza, con un attitudine dolce che non può non toccarti il cuore. C'è profumo di cose buone e antiche tra le pieghe delle canzoni di Maieron: polenta e castagne, latte caldo e vino fresco di neve. E c'è soprattutto il senso del tempo che passa (non invano) e che passando ti regala le parole che hai sempre cercato per spiegarti la vita. Guardare il passato per capire il presente".

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE E TESSERA ARCI