La solitudine delle opere prime

Esordire sul grande schermo a Milano è sempre stato un mestiere difficile. Eppure, all’alba del Novecento, qui troviamo i primi operatori Lumière come Luca Comerio, o i primi teatri di posa come quelli dell’Armenia Film, o ancora il primo lungometraggio italiano: L’inferno, del 1911. L’antica capitale della cinematografia fu spodestata da Roma in epoca fascista con la fondazione di Cinecittà, e poi emarginata a periferia dell’impero nelle diverse età dell’oro del cinema di casa nostra, dal Neorealismo alla commedia all’italiana, dagli Spaghetti Western fino alle pellicole di impegno civile. Da allora Milano e il cinema sono luoghi in conflitto, forse per la difficoltà che la città ha sempre avuto nel guardare se stessa e rappresentarsi: e il conflitto è la nota ricorrente nel lavoro degli autori milanesi. Quelli del passato, che sono stati pochi ma buoni. Quelli del presente che girano senza soldi, cercando di raccontare i nostri tempi con film necessari e duri.

La Scighera propone una rassegna di cinema milanese attraverso le opere prime di alcuni autori, maestri storici o registi ormai affermati o giovani sconosciuti al grande pubblico. Film acerbi, geniali, film che contengono l’urgenza dell’esordio e il germe dei capolavori futuri, film che citano i propri santi e sperimentano linguaggi nuovi. In quattro domeniche tra novembre e dicembre cominceremo con Tekla Taidelli, Ermanno Olmi, Federico Rizzo e Silvio Soldini. Nell’anno nuovo ci piacerebbe proseguire con altri nomi, ricordando i grandi vecchi e scoprendo gli esordienti di talento che, nonostante tutto, continuano a emergere nella nostra città.

La solitudine delle opere prime: "Fuori Vena", di Tecla Taidelli

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Dom, 23/11/2008 - 22:00

La rassegna della Scighera, dedicata agli esordi dei registi milanesi, presenta:

Fuori Vena (2005), di Tecla Taidelli
con Tecla Taidelli e Stefano Fornataro
colore, 100’

“Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,  trascinarsi per strade di negri in cerca di droga rabbiosa all'alba.”

Tekla è una giovane punk milanese, anima esuberante e inquieta, attratta dai marginali e dal loro mondo. Vive in una cascina occupata e mantiene legami con la civiltà attraverso la scuola di cinema, che frequenta per diventare regista, e la sua famiglia dell’alta borghesia. Una mattina Tekla si scontra per caso con Zanna, tossico irrecuperabile, innamorandosene perdutamente: ne nasce una variante postmoderna del classico triangolo amoroso - la punk, il tossico e l’eroina. Intorno a loro Milano: una città glaciale con pochi angoli di calore, spesso poveri e sporchi, sempre nascosti nelle periferie.

Tekla Taidelli ha fatto un film bellissimo. Fuori vena è un film indipendente, figlio della borghesia, ferocemente autobiografico, pieno di “sogni, droghe, incubi di risveglio, alcool e sbronze a non finire", nudo e crudo. Tekla filma la sua vita: scrive, dirige, e interpreta il suo film assieme ai suoi amici fattoni, nessun attore professionista, tra verità universale e verità interiore racconta la sua storia d’amore, consumata tra episodi drammatici ed esilaranti. Un’opera priva di retorica, compiacimento o rivendicazione: semplicemente vera. Di sé Tekla dice: “Io sono un disastro di donna però sono riuscita a finire un film e a portarlo nelle sale”, a chi importa se si droga? Chissà, forse un giorno iscriverà i suoi bambini dai gesuiti: in ogni caso non potrà fingere che non sia mai successo. (Orsola Sinisi)

Intervengono Tecla Taidelli e Marco Philopat. Presenta Orsola Sinisi. Ingresso libero con tessera Arci.
 

 

La solitudine delle opere prime: "Il posto", di Ermanno Olmi

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Dom, 21/12/2008 - 22:00

La rassegna della Scighera, dedicata agli esordi dei registi milanesi, presenta:

Il posto (1961) di Ermanno Olmi
con Sandro Panseri e Loredana Detto
b/n, 91’


“Per la gente che vive nelle cittadine e nei paesi della Lombardia, intorno alla grande città, Milano significa soprattutto il posto di lavoro.”

Nel film Il posto Ermanno Olmi mette a frutto tutta l’esperienza maturata negli anni alla Edison, sia come giovane impiegato sia come documentarista. È la vicenda di Domenico Cantoni, che dalla provincia va alla ricerca di un posto di lavoro in una Milano in pieno boom economico: una metropoli che parla ancora dialetto, che non è ancora da bere. Una Milano dove il posto di lavoro sembra più importante della vita stessa. Secondo lungometraggio della carriera di Ermanno Olmi, affresco sincero e malinconico della metropoli visto con gli occhi di un “ragazzo della Bovisa”, Il posto vinse il premio della critica alla Mostra del Cinema di Venezia del 1961.

Presenta Lorenzo De Micheli. Ingresso libero con tessera Arci.

 

La solitudine delle opere prime: "L'aria serena dell'Ovest", di Silvio Soldini

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Dom, 28/12/2008 - 22:00

La rassegna della Scighera, dedicata agli esordi dei registi milanesi, presenta:

L'aria serena dell'Ovest (1990) di Silvio Soldini
con
Ivano Marescotti, Fabrizio Bentivoglio, Antonella Fattori, Barbara Valmorin

colore, 110’

Quattro vite che si incontrano, si cercano e si lasciano in una Milano fredda e distratta da eventi lontani. Silvio Soldini rappresenta uno spaccato di una generazione che lascia dietro di sé gli anni Ottanta descrivendone i problemi e le difficoltà con l'impegno e la passione di un documentarista. Ed esprimendo, infine, il desiderio di una nuova "aria serena". Presenta Daniele Scalia.

Ingresso libero con tessera Arci

 

 

La solitudine delle opere prime: "Forza Cani", di Marina Spada

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Dom, 18/01/2009 - 22:00

La rassegna della Scighera, dedicata agli esordi del cinema milanese, presenta:
 

Forza Cani (2001), di Marina Spada
 

con Antonetta Capriglione, Massimo Giovara, Davide Russo

Nebbia, un ragazzo da poco arrivato in una gelida Milano, si aggira tra fabbriche abbandonate e infiniti deserti urbani. Le poesie che scrive sui muri della città creano le condizioni favorevoli all’incontro con alcuni coetanei, anch’essi immersi in un’ostinata solitudine. Tetra, Franco, Nicotrina: con il passare del tempo nel gruppo emergono passioni, ma anche improvvise scariche di rabbia liberatoria. Un film corale dove i protagonisti sull’orlo di una crisi profonda riescono a intravedere i contorni di una possibile rivolta. Ma il loro tentativo si trasforma presto in un urlo isolato che si infrange in una realtà irrimediabilmente cinica.

Al momento della sua uscita, nel 2001, Forza Cani ha rappresentato un esperimento radicale di cinema indipendente, lontano dalle formule produttive e distributive tradizionali. Finanziato collettivamente attraverso una rete di sottoscrizioni, questo film è stato realizzato da un gruppo di circa cinquanta persone, professionisti e non, che ha deciso di associarsi partecipando gratuitamente a tutte le fasi del progetto.

Ingresso libero con tessera Arci

 

La solitudine delle opere prime: "Milano nera", di Gian Rocco e Pino Serpi

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Dom, 25/01/2009 - 22:00

La rassegna della Scighera, dedicata agli esordi dei registi milanesi, presenta:

Milano nera (1961)

di Gian Rocco e Pino Serpi.
ITA, b/n, 79'

Neon e i soliti due grattacieli illuminano le certezze del progresso e la fiducia nel benessere di massa: Milano agli inizi degli anni Sessanta, ex poveri rimpannucciati a nuovo sognano di essere in una New York versione mignon. Ma c'è anche chi destabilizza la pace sociale: sono i teddy boys nostrani, incomprensibili e gratuiti nella loro ribellione violenta. Peccato che Milano non è Chicago e oggi - abituati a ben altro - appaiono quasi commoventi le loro crudeli bravate, del resto già i loro soprannomi 'Il Teppa, il Gimkana e il Rospo' non troverebbero credibilità nemmeno in una banda di sfigati contemporanei...
Un mondo di bulli che s'ingozzano di polenta taragna e fiaschi di vino di dubbia qualità parlando in dialetto milanese. Si aggirano in moto in una Milano notturna popolata da borghesi annoiate, prostitute, omosessuali, scazzottandosi e rubando in chiesa. E' la Milano nera ripresa da Gian Rocco e Pino Serpi (con l'aiuto alla sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini), film caposcuola del genere 'città violenta' che furoreggiò per tutti gli anni Settanta.
Presenta Dino Taddei

Ingresso libero con tessera ARCI