Ter.old.ego Teatro
di e con Cinzia Airoldi e Livio Colombo
regia Monica Parmagnani
Fucili e farfallette ci parla, certo, di Resistenza. Difficile non sentirsene circondati anche quando i luoghi della narrazione sono periferici rispetto alle immagini che più direttamente ce la rievocherebbero. I fucili si sentono sparare e le farfallette ci svolazzano attorno conducendoci per una strada non certo lineare.
Tra le crepe della coscienza si ricompongono immagini e pensieri con luminosità maggiore del presente e con la forza di indurci a posture e gesti con la sfacciataggine di uno stato ipnotico. Ma qui l'ipnosi non c'entra, l'animo-corpo ricorda in tutti i suoi luoghi.
Soltanto, talvolta, esplode in una potenza inconsueta e la storia si ricompone con gerarchie rovesciate, rilievi differenti, per un'energia autonoma e misconosciuta, e le crepe della coscienza sono le crepe del presente ove si narra sì un passato, ma è un desiderare che continua la sua procreazione.
E la potenza è di colei o colui che fa cortocircuito con la cronologia piatta e falsamente obiettiva. Si narra certo con la semplicità di un prima e un dopo, ma attraversati dal frantumarsi del confine tra passato e presente.
A tratti si può imitare l'apparenza dell'immagine di cui si ha memoria cosciente, ma accade d'esser pungolati da una tendenza che ha agito in atti remoti e che si avverte presente, e allora quale tentazione più forte del prolungare quel moto intimo...
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