Eventi

Select event terms to filter by
Select event type to filter by
« Giovedì Febbraio 07, 2008 »
Gio
19:00
End: 21:00

Insegnante: Daniel Plentz (Selton)

Il workshop propone l'utilizzo del corpo come strumento musicale. L'esplorazione dei suoni prodotti dal corpo è il punto di partenza di questa ricerca. Battimani, schiocchi, pacche sul petto, risorse vocali tra vari altri suoni, sono legati nella produzione di ritmi e melodie. Tramite l'apprendimento di ritmi e giochi d'improvvisazione affina tanto il proprio coordinamento motorio quanto la capacità di creare, ascoltare e interagire in un gruppo.

Obiettivi didattici

Promuovere l'apprendimento dell'ampio repertorio di suoni che possono scaturire dal nostro corpo. Stimolare la capacità di memorizzare, di concentrarsi e di assimilare il ritmo a livello corporeo. Sviluppare il coordinamento motorio e della percezione ritmica, melodica e armonica. Sviluppare la capacità di creazione musicale spontanea tanto individualmente quanto nel gruppo.

Daniel Plentz, percussionista e voce della band brasiliana Selton, iniziò a praticare la percussione corporea nel 2005 con il gruppo TOK, a Barcellona. Insieme a Daniel Zanella ed altri cinque musicisti hanno fondato questo gruppo con l'obiettivo di sviluppare e diffondere la tecnica imparata con il gruppo brasiliano Barbatuques di Fernando Barba.

per info e iscrizioni: corsi@scighera.org - danielplentz@yahoo.com.br, 331/7699065

 

21:30

(documentario, Italia, 2002) regia di Giorgio Carella.

Milano, 27 giugno 1980.
Bob Marley suona allo Stadio San Siro, aperto per la prima volta alla musica. È il concerto più importante della sua vita, centomila persone, un anno prima di partire per un altro tour, via da questo mondo.
L’Italia, il paese maledetto che nel 1936 ha spodestato il suo Dio in terra, il Leone di Giuda, Ras Tafari, Hailé Selassié imperatore d’Etiopia, esce dal magma caldo degli anni Settanta e da quattro stagioni di silenzio musicale.
Qualcuno lo racconta come un evento storico: quella notte aveva vent’anni e la rivoluzione veniva sommersa da un triste riflusso di cui Milano ha voluto farsi simbolo.
Qualcuno dal reggae si è fatto cambiare la vita: irruzione di un ritmo fecondo, così disponibile a lasciarsi trasformare da dialetti e suoni, pronto a diventare la voce dei mille ghetti buttati dove finiscono le città. Qualcuno voleva soltanto ballare...Fumare e ballare...
In ogni caso, Bob sembrava contento.

Interviene Paolo Cognetti che ne ha seguito il montaggio e la sceneggiatura.
INGRESSO LIBERO CON TESSERA ARCI

Condividi contenuti