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« Aprile 02, 2008 - Maggio 02, 2008 »
 
04 / 2
04 / 3
21:30
End: 23:30

(di Biondani, Gerevini, Malagutti, Editore ChiareLettere, 2007)

Una lettera inviata al Corriere della Sera in cui si raccontano loschi affari, un banchiere d'assalto capo di una Banca di provincia. Sembra l'inizio di un giallo d'altri tempi, invece è la faccia oscura del capitalismo italiano, descritta da Paolo Biondini, Mario Gerevini e Vittorio Malagutti nel libro Capitalismo di rapina, la nuova razza Predona dell'Economia Italiana (Edizioni Chiarelettere). Siamo di fronte ad nuova forma di capitalismo che ha superato la logica del profitto per approdare a quella della rapina organizzata e sistematica oppure è solo la banda del quartierino?

Ne parliamo con Luciano Lanza, Mario Gerevini e Vittorio Malagutti dalle 21,30 in poi in Scighera, modera Daniele Scalia

ingresso libero con tessera Arci

04 / 4
21:30


Teatro dell'Elfo


di
Christine Nostlinger
adattamento e lettura scenica di Cristina Crippa

Favola surreale e ipermoderna, narra la storia di Marius, un bambino sintetico e liofilizzato che una potente ed efficiente multinazionale produce per soddisfare le richieste di una clientela di genitori/acquirenti esigenti e frettolosi, con poco tempo da perdere per la procreazione, l'accudimento e l'educazione dei figli.
Per un errore del sistema di distribuzione Marius, bambino esageratamente perfetto, educato, ubbidiente, studioso, viene recapitato alla signora Berta Bartolotti. La signora B.B. non è troppo giovane, né troppo vecchia, è disordinatissima, un po' anarchica e, sfiorata un tempo dal desiderio di maternità, ormai non ci pensava più.
Comincia così tra questo essere insolito e questa improbabile mamma un rapporto di amore e solidarietà che sconvolgerà la vita della signora B.B.
E quando la ditta costruttrice rivuole il suo prodotto, la signora B.B. ingaggerà con la multinazionale una lotta apparentemente impari e destinata alla sconfitta...

Ingresso con tessera arci e sottoscrizione

04 / 5
21:30
End: 23:45

È possibile e caldamente
consigliato prenotare
, fino al 4 aprile 08, esclusivamente presso:
02-89.30.53.39 (seg. tel): lasciare nominativo, recapito telefonico e
nº di posti.

Attenzione: i tagliandi prenotazione vanno ritirati
la sera stessa dello spettacolo, dalle h 20 alle h 21. Dopo tale ora
le prenotazioni non ritirare decadranno.

Ingresso con sottoscrizione e tessera ARCI


CARMEN MELONI al baile
da Albaceite, Alejandro Villaescusa al cante
da Siviglia, Manuel Montero a la guitarra
con la partecipazione de “El Cuadro de la Peña Flamenca”


La Peña Flamenca di Milano ci offre una serata dedicata al Flamenco di qualità, per l'estreno milanese di Carmen Meloni, una delle bailoras più interessanti del panorama nazionale.

04 / 6
15:00
End: 19:00

La Scighera e le Voci di Mezzo presentano

Il canto popolare fra città e campagna
Un pomeriggio con la famiglia Caprara.

"I Caprara. Fra città e campagna" era il titolo di un 33 giri curato da Cesare Bermani, uscito nella collana dei Dischi Del Sole nel febbraio del 1974. Il disco raccoglieva una parte del ricchissimo repertorio di una famiglia mantovana emigrata a Milano negli anni 30. Un patrimonio di canti popolari e militanti che fondeva due anime e due tradizioni: quella più spiccatamente contadina e quella delle lotte, antifasciste prima e operaie poi, vissute in città.
Tre generazioni unite dalla passione per il canto, anzi i canti, che si tramandano ormai da decenni come una storia di famiglia. E pare che anche gli ultimi arrivati siano piuttosto intonati....

Le Voci di Mezzo invitano tutti a un pomeriggio conviviale di canti e racconti. Tanti i cori invitati, ospite d'onore sarà appunto la famiglia Caprara.

Ingresso libero con tessera Arci

20:00

La Scighera è lieta di ospitare "Il cineforum di Mr. Arkadin"
Vai alla pagina della rassegna

QUESTA SERA DOPPIO APPUNTAMENTO

(Drammatico, regia di Raoul Walsh, 114 minuti, USA 1949)

 

James Cagney in La furia umana di Raoul Walsh è un centro energetico senza alcun equilibrio, un centro destrutturato, una tensione incessante, un concentrato energetico sull'abisso della deflagrazione: una folgorazione che consuma» ma che tuttavia è attesa. Cody più che cadere nel complotto, l'accetta: la sua è una distruzione folgorante. Ha un'energia incontenibile, senza contegno, fuori legge ma soprattutto ha il coraggio di sopportare la crudeltà.
La sua destinazione è quella di incendiarsi perché è lui a sceglierla, a volerla fin dall'infanzia (l'eredità della follia), risponde non per rassegnarsi all'ordine (non si arrende ma brucia) ma per alterarlo. Carattere e destino co-incidono; compiersi è dissolversi nella catastrofe non per
effetto di un complotto buio o di una sceneggiatura che stritola, schiaccia, separa, bensì per sottrarsi a questo destino distruggendosi, nella luce delle fiamme, in quanto oggetto di
complotto, di tradimento, oggetto separato dalla sua libertà e dai suoi affetti anzitutto. Cody, con il suo richiamo violento al godimento strano e perturbante, esplode in un'ebbrezza moltiplicata sputata crudelmente contro la forza coerente e tranquilla della legge, contro l'opacità del mondo finalmente attraversato con lampi apparentemente crudeli, in cui la seduzione si
lega al massacro, al supplizio, all'orrore, rapito fuori di sé dall'eccedenza dei suoi deliri, Cody brucia; preda, come Atteone, dei suoi stessi cani, pensieri impensabili, e nel suo urlo
finale scatena altre forze dissolvitrici: urlo che concatena dolore e rabbia, taglio liberatorio che squarcia il cielo. La furia umana è questa vampa, questo grido di rabbia, un fiammeggiante disquarto bruniano, uno squarcio in cui la serie materiale dell'energia incandescen te della locomotiva, che nell'incipit emerge dalla tunnel sputando calore bianco, vapore bianco che incendierà questo gangster-movie fino a trasformarlo, nel cammino narrativo dell'azione, in un film nero; le forze materiali si alleano per alterarle alle passioni del carattere che tentano di forzare il destino. Cody incarna la follia che contesta fino a dissolverla la razionalità e il suo ordine, apparenti, fasulli, simulati: per questo è in cima al
mondo. Questa razionalità è solo controllo, simulazione, come simulata era l'amicizia del poliziotto infiltrato, che ama pescare nel fine settimana, tranquillo, coerente, misurato. Come Giovanni, figlio di Florio, in Peccato che sia una puttana di John Ford (il poeta elisabettiano), Cody, détournando Artaud che tratteggia un ritratto del furore eroico di Giovanni, non tentenna un istante, non esita un minuto; dimostra così quanto poco possa contare qualunque barriera che gli si opponga. È criminale con eroismo, ed è eroico con audacia e con
ostentazione. Tutto lo spinge in questa direzione e lo esalta, non esiste per lui né cielo né terra, ma solo la forza della sua convulsa passione, una passione sovraumana che le leggi arginano e ostacolano. La furia umana sprigiona una lacerazione che non ammette alcuna ri-composizione poiché il mondo prende fuoco, esplode nel conflitto insolubile tra legge e godimento, misura e perturbante. Le fiamme conclusive di La furia umana divampano nella durezza della non-riconciliazione: rottura insanabile tra carattere e destino, fuorilegge e legge.

 

(Western, regia di John Ford, 119 minuti, USA 1962)

Nel film di John Ford, L'uomo che uccise Liberty Valance ciò che è in gico è la pulsione di morte come aldilà del valore, il valore di scambio sotto il cui segno anche la natura si trasforma in valore e si avvia il processo di sradicamento della natura (e dell'uomo) dall'indeterminazione (l'Ovest rizomatico della Frontiera con i suoi farmer che dal basso costituiscono poteri in rete) per sottometterlo alla determinazione del valore tipica del capitalismo e della democrazia rappresentativa. La pulsione di morte di questo film eccede e contrasta il principio di realtà tutto
economico-politico, di una realtà-spettro, governata dalla contraffazione e dalla simulazione. Al di là del biologico, la morte in Liberty Valance è sfida, è un ordine superiore a quello del codice (borghese); una resistenza, una prova di forza - come prova di forza reale era quella tra piccoli proprietari terrieri e grandi proprietari terrieri - sostituita dalla prova di rappresentatività del vecchio senatore che ha tradito gli ideali della Frontiera. La morte come pulsione, sfida e resistenza, non è una morte differita, una morte che mummifica i corpi; non è una morte subita, né concessa: è, semmai, il sacrificio, come uello della Giovanna d'Arco di Dreyer. Una morte violenta che si oppone ad una morte lenta. La morte di chi non vuole essere un conservato, un servus, assoggettato al codice del
diritto, della produzione e della rappresentazione. La pulsione di morte, più che il tentato suicidio o la morte di per sé, è il rifiuto di questa dominazione. Una vertigine, un eccesso, una protesta vibrata e rigorosa non contro il progresso sociale ma contro il progresso del sociale. La (pulsione di) morte in questo film non è qualcuno che se la svigna.

INGRESSO CON TESSERA ARCI

04 / 7
04 / 8
21:15
End: 23:59

GRANDE TORNEO DI PING PONG (tennis tavolo)

Dopo le due serate di qualificazione questa sera si scontreranno gli 8 finalisti ...

leggi il regolamento a questa pagina

04 / 9
21:30

Un uomo è un uomo.
Ma un uomo, lo si può rifare
a volontà.
E quest'uomo rifatto, a
qualunque funzione
si pensi di adibirlo, non
darà delusione.
Se non lo si sorveglia,
dalla notte al mattino
possiamo anche trovarcelo
mutato in assassino.

(Bertolt Brecht)

La rappresentazione allestita
nel 2004 da Grupov, una compagnia teatrale belga, è il punto di partenza del documentario di Orsola Sinisi: “Del Rwanda non sappiamo nulla”.
Approcci molteplici per riflettere sugli eventi a cui, nel 1994, è corrisposta l’indifferenza del mondo occidentale: un milione di morti in 100 giorni. Il documentario si interroga su alcuni temi - l’uso strumentale dell’informazione, la manipolazione della realtà attraverso il mezzo televisivo - accostando il lavoro teatrale, i servizi giornalistici, le testimonianze e le immagini di un genocidio reale.

Al termine del documentario
ne discuteremo con:
Orsola Sinisi, regista.

Michela Zucca, antropologa.
Ha svolto il suo lavoro di campo in Perù e Colombia. È specializzata in cultura popolare e storia delle donne. Da più di dieci anni si occupa di sviluppo sostenibile in comunità rurali marginali.

Claudio Ceravolo, medico e operatore umanitario. È membro del Comitato Direttivo di COOPI e del Consiglio Nazionale dell’Assemblea delle ONG.

Ingresso con tessera Arci

04 / 10
21:30
End: 23:30

 

Ritornano le poesie e ritornano i poeti che si sfideranno frontalmente a suon di sineddoche rotanti, in una vertiginosa escalation di endecasillabi e grugniti.

3 i minuti di tempo a disposizione per la declamazione.

5 i giudici estratti a sorte dal pubblico.

Una la cerimoniera che presenta, supportata da due straordinarie vallette, questo spettacolo poetico.

Tante le poesie che scorreranno - ironiche, arrabbiate, maliziose, malinconiche, intimiste, impegnate, sarcastiche, leggere, romantiche, struggenti, folli - sul palco della scighera.

Mischiati nella serata i ritmi incalzanti di dj Skrim..

E allora: il palco l’abbiamo spolverato, poeti, poesie, cerimoniere e dj presenti, manca….il pubblico. E che pubblico sia. E che sia numeroso. E che sia matto, santo, demone, menestrello, giudice. E che sia discreto e spudorato. E che. E che diamine e che POETRY SLAM sia!

Per scoprire l'identità della cerimoniera di questo appuntamento, per info e per altre curiosità ancora: http://www.lascighera.org/slam

Ingresso libero con tessera ARCI

04 / 11
21:30

Parola di Bielle: "È bello trovare delle conferme. A distanza di quattro anni da "Uomini in costruzione" ritrovo Stefano Barotti. Il suo esordio mi aveva conquistato per le sue atmosfere d'oltreoceano (avevo parlato di "profumo di prateria"), con i piedi ben piantati nella tradizione della migliore canzone d'autore italiana. Un piccolo miracolo, fatto di testi curati, di belle melodie e ottimi arrangiamenti. Si sa che il secondo disco è il più difficile. Ma il piccolo miracolo si è ripetuto. "Gli Ospiti" è un disco ben scritto, ottimamente suonato, con una sua forte identità."

Stefano Barotti Classe 1972. Vive a Massa Carrara. Le sue canzoni sono legate alla musica d'autore italiana e al folk/rock americano. Nel 2001 comincia la sua collaborazione con Jono Manson (produttore artistico) e l'etichetta discografica Club de Musique Records. Le registrazioni del suo primo disco "Uomini in costruzione" cominciano a Sarzana (Sp) nel 2002 per essere ultimate qualche mese dopo in New Mexico negli studi Medio Media di Jono Manson. Dopo L'uscita del disco Stefano comincia una lunga serie di concerti, tra teatri, locali e piazze. In solo acustico in duo o con la band portando le sue canzoni in giro per l'Italia In parallelo all'attività live comincia a lavorare ad un nuovo progetto discografico: Gli Ospiti. Nel 2006 torna infatti in Nuovo
Messico per dare il via alle registrazioni del suo secondo disco, portato a termine circa un anno dopo e presentato a maggio 2007. www.stefanobarotti.net

Silvia Starnini, genovese, valente chitarrista, dopo un diploma del quinto anno al Conservatorio, un paio d'anni di canto jazz, la fondazione e la militanza nei Radionova, gruppo emergente di - come definirlo? - elettrorock d'autore, a seguire la nascita del trio jazz femminile JusTrio arriva alla proposta da solista come autrice e interprete.

 

Ingresso con tessera Arci e sottoscrizione

04 / 12
22:00
End: 23:30

Gli Apuamater tentano di creare un'idea di folk-apuano partendo dal presupposto che Carrara è priva di una tradizione musicale. Gli strumenti acustici si uniscono in uno strano connubio tra teatro, new folk russo e pseudo jazz da osteria. Lo spettacolo ha inizio con una buona parte di brani del terzo concept album ovvero "2076: il ritorno di K. and the new partizan", la storia di un Cristo anarco-comunista che nel 2076 torna in terra per liberare l'uomo dall'alienazione mediatica e per fare ciò fonda il Cyberfolk. A seguire i brani degli altri due album: "Un cavatore, un partigiano, un vagabondo, un marinaio" e "Delirio e Castigo".

Ingresso con tessera e sottoscrizione

04 / 13
17:00
End: 20:00

(di Luca Ferrato, Boogaloo Publishing, 2008)

Un libro sul Subbuteo non è soltanto la storia di un gioco. È il racconto di infanzie spese tra gli anni Settanta e Ottanta, di estati in città e pomeriggi in uno scantinato, dove un panno verde e qualche omino dipinto a mano sostituivano la realtà con un mondo più epico, fatto di squadre leggendarie e battaglie campali. Il Liverpool, l'Arsenal, il Real Madrid, l'Ajax e il Bayern Monaco, le pittoresche compagini sudamericane, le nazionali da schierare sul campo cantando l'inno con la mano sul cuore. Gli omini calpestati e rotti, le regole piegate a proprio vantaggio, gli accessori costruiti in casa simulando quelli del catalogo ufficiale: le tribune, i riflettori, le biglietterie e le panchine, i grandi stadi ammirati con occhi colmi di desiderio nelle finali di Coppa dei Campioni.

Luca Ferrato ha raccolto in un libro undici storie intorno al Subbuteo, e le racconta al pubblico della Scighera durante un malinconico pomeriggio elettorale. Nel frattempo, due giocatori di chiara fama si sfidano in diretta sul suo palco. Telecronista d'eccezione, Paolo Maggioni (Radio Popolare) commenterà i passaggi salienti della partita.

Al termine della presentazione il campo da gioco resterà disponibile agli appassionati: portate la vostra squadra del cuore e scaldate la falange, il tempo dei tre tocchi è tornato!

ingresso libero con tessera Arci

21:00

La Scighera è lieta di ospitare "Il cineforum di Mr. Arkadin"

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(Fantastico, regia di Jack Arnold,
b/n 79 minuti, USA 1954)

Nel film-fantastico di Jack Arnold, Il mostro della laguna nera, una pastorale
demoniaca, complesso e geniale, il tema che prende figura nelle immagini e nella loro concatenazione narrativa è quella natura istintuale dell'uomo (la parte maledetta) e della sua lotta per sopprimerla affinché egli possa comodamente installarsi nela civiltà sedato, amministrato, purgato della sua natura passionale. L'eroe del film combatte solo quando è minacciato il suo mondo, la sua logica, quando il mostro, che incarna il caos passionale che l'uomo ha rimosso, lo insidia. Il mostro è tutto ciò che non è addomesticabile, che non ha principi: an-archico. Non lotta per entrare nella maturità o per salvare l'umanità ma solo per conservare il suo posto, tuttavia la sessualità suggerita potentemente nella famosa scena sott'acqua, che mostra la Creatura mentre nuota al di sotto dell'eroina nella calde acque della laguna, benché rimossa quando riemerge diventa inestirpabile, qualcosa che è dentro di noi e che ci manda fuori del nostro consueto controllo.
Il mostro è anche l'alterità, il disparato, l'altro passato al lanciafiamme (o a colpi di winchester), l'esclusione dell'escluso che ha per motore e ragione la dominanza, aggressiva e forte del suo diritto brandito senza vedere (per opportunismo e mancanza di coraggio) la propria immagine allo specchio, quella del mostro.

INGRESSO CON TESSERA ARCI

04 / 14
04 / 15
21:30

PROVA APERTA - COMEdì ENSEMBLE

Commedia con musica in tre atti, libretto originale di Dorothy Lane (pseudonimo di Elisabeth Hauptmann e Bertolt Brecht); copione radiofonico di Bertold Brecht; musiche di Kurt Weill, liriche di Bertold Brecht.

Regia:Sara Bellodi
Direzione musicale: Francesco Grigolo

Giovani attori, musica dal vivo, alcune tra le più famose canzoni di Kurt Weill - Surabaya Johnny, Bilbao Song e Sailor's Song: scritta nel 1929 e quasi mai rappresentata, Happy end è un' opera più che mai attuale, che parla del labile confine tra bene e male. Appena un anno dopo l 'Opera da tre soldi la famosa coppia Brecht - Weill torna alla ribalta con una parodia della malavita e dell´esercito della salvezza e mette in berlina il mondo della letteratura rosa e dei film sdolcinati. La commedia finisce con un incredibile happy end, che al suono della musica jazz pone l'inquietante dilemma: è più criminale "sfondare" o "fondare" una banca? Tra tango, valzer e fox-trot, il matrimonio tra capitale e religione sancisce la nascita del Grande Affare.

Con Sara Bellodi, Cecilia Di Donato, Vincenzo Giordano, Mario Gualandi.
Francesco Grigolo - tromba, Michele Ferrara - Trombone, Massimo Izar - sax contralto, Federico De Zottis - sax baritono, Sara Calvanelli - fisarmonica, Stefano Lazzari - Percussioni.

04 / 16
04 / 17
18:00

Re-visioni, ovvero un luogo dove conoscersi, mostrare le proprie ricerche e conoscere cosa si muove nel mondo della fotografia. Ma anche un osservatorio dove ricevere e dare un contributo analitico e critico su quello che andiamo producendo, condividere prospettive e percorsi, progettare insieme, misurarsi, non sentirsi perennemente soli: una via d'uscita dall'egocentrismo tipico della dimensione professionale e artistica nel mondo della fotografia. In questo secondo incontro sarà possibile portare materiali e progetti da condividere. Una delle proposte in campo è quella di creare un gruppo di lavoro sulla realtà contemporanea di questo quartiere milanese, che più di altri si sta trasformando sia dal punto di vista umano che urbanistico.

Ingresso libero con tessesra Arci

 

21:30
End: 23:00

(di Renata Ciaravino, Cadmo Edizioni, 2007)

Un cortile brulicante di storie. Bambini che crescono sperimentando i sentimenti, esplorando il proprio corpo e immaginandosi la vita domani. Donne che tagliano le scarpe da tennis delle figlie per farci stare dentro il piede che si allunga. Padri spariti nel nulla. Conti da pagare e sogni di ricchezza. E lo sforzo di evitare umiliazioni. Ma qual è la molla che può salvare una vita in bilico e cos’è che la fa precipitare? Chi si salva, davvero si salva? O è destinato per sempre a portare con sé quelle facce, quelle urla, quelle strade? In posti così ci si nasce. E chi ne esce lo fa per un soffio. Per uno scarto minimo. Per un incontro magari. O uno sguardo.

Potevo essere io.

Esordio letterario di Renata Ciaravino, importante autrice teatrale, televisiva, radiofonica e fondatrice della compagnia teatrale milanese Dionisi.

Un romanzo che mescola l’odore del passato ai sogni, alle speranze, allo sgomento o al sollievo davanti ad un tempo, ad un modo in cui “Potevo essere io”.

E se?

Personaggi e vite che escono a forza dalle pagine. Estremo realismo con spruzzi di lirismo. Sullo sfondo, o protagonista, una Milano che non c’è più o forse c’è ancora ma ce la siamo dimenticata.

Presentano Laura Iotti e Paolo Cognetti (Scighera) che, insieme all'autrice, esploreranno la storia di questo libro. Si mescoleranno nella serata un pianoforte animato da Elvio Longato, letture e condimenti a sorpresa. Decisamente imperdibile!

Ingresso libero con tessera ARCI

04 / 18
21:30
End: 23:00

Eccoci qua’ siamo
tornati, i saltimbanchi della rassegna omonima della cascina
torchiera
sono riapprodati alla Scighera per mettersi in gioco con un
laboratorio-palco aperto-varieta’ per sfornare nuovi numeri da
presentare in giro per il globo (partendo magari dall’undicesima Rassegna del Saltimbanco che si terra’ come sempre alla cascina
Torchiera.)

Una serata frizzante dove
non tutto sara’ scontato, un palco per rischiare, per provare ed
elaborare nuovi act, un work in progress con lo zoccolo duro dei
saltimbanchi della rassegna e tanti ospiti inter-nazionali; un
appuntamento da non mancare, che dal prossimo anno avra’ una
scadenza fissa mensile in Scighera, dunque un buon inizio, una serata
festante per inaugurare questo laboratorio, una vera e propria
officina artistica di talenti, musici, comici, giocolieri, acrobati,
fantasisti e chi piu’ ne ha piu’ ne metta per una serata
indimenticabile.

Saliranno sul palco: Il grande mago Barnaba, Freakclown, Giovannona "servadiscena", Tobia clown, Compagnia Sirteta, Mortimer il fachiro, La Contrabbanda, Archiclown, Agognomico prodaccion e tanti altri ancora

 

04 / 19
22:00
End: 23:30

CANTI E DANZE NELLA TERRA DEL SALE - vai alla pagina della rassegna

CantoAntico da oltre sette anni si esibisce sul territorio milanese e nei maggiori folk festival italiani.
Dal 2000 collabora con l' arci Metromondo di Milano per la diffusione sul territorio delle culture di tradizione orale del sud Italia, organizzando e finanziando con i propri spettacoli e la propria attività didattica eventi culturali di vasta portata. ' parte del comitato promotore del Social forum Cultura Arte e Spettacolo, nato a Milano nel Gennaio 2002, per la costruzione di un forum anti globalizzazione liberista e per un altro mondo possibile.
Nell'estate 2003 è stato in tourneè a Cuba. Dal 2006 inizia una attiva collaborazione con Marina De Juli, attrice storica della compagnia di Dario Fo e Franca Rame. el 2006 esce per l'etichetta Ethnoworld il primo CD ufficiale del gruppo "Jesce ‘a lla'" con ottime recensioni.

Francesca Di Ieso - tamburi a cornice, darbouka
Andrea Cusmano - voce, chitarra, chitarra battente, mandola
Armando Illario - voce, fisarmonica
Marcello Lomascolo - voce, castagnette, sonagli, cupa cupa
Francesco Motta - mandoloncello, chitarre, bouzouki
Alessandro Tarolo - flauto traverso, piffero, piva

Inresso con tessera e sottoscrizione

04 / 20
16:00
End: 18:00

la Scigherina propone:
ore 16,00
Spettacolo di burattini
"La storia del drago Aidar"
dalla Scuola di Corpo e arte citta' di Milano, con Marzia Alati e Giovanna Volpi
tratto da un fumetto di Marjane Satrapi.


A seguire laboratorio di costruzione di burattini per tutt* i bambini/e.

Importante: ogni partecipante deve portare un suo calzino personale da casa che verra' trasformato in burattino.

Occorre prenotarsi scrivendo una mail a: sessleranna@yahoo.com

e infine l' immancabile merenda equosolidale

 

21:30

ovvero

Con uno stipendio da fame si possono nutrire delle speranze?

In collaborazione con
Autorganizzati della Scala e Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa

A Palermo un gruppo di artisti ha occupato uno spazio comunale per poter continuare a fare teatro. Ora questo gruppo autorganizzato chiede alla città di riconoscere il valore della loro esperienza, assegnandogli ufficialmente quello spazio. A partire dalla cronaca di quello che è successo e sta succedendo a Palermo, si vuole tentare una riflessione su una realtà come quella di Milano, che da recenti dati risulta essere la capitale del teatro italiano. Mentre la sensazione è quella di una realtà culturale viva e fervida nel sud Italia in contrapposizione con una Milano in cui la cultura fa paura.

Con gli autorganizzati della Scala di Milano si discuterà della ripresa di un percorso
meropolitano sulla questione dei diritti di chi lavora nel mondo della
cultura spettacolare.

Ospiti: Paolo Cinquemani e Giuseppe Massa(Autorganizzati dello spettacolo di Palermo)

Conducono la serata Marta Marangoni e Andrea Morando (ScigheraTeatro).


Ingresso libero con tessera ARCI

04 / 21
04 / 22
22:00
End: 23:30

I canti di protesta che accompagnano da sempre le lotte sociali nascono spesso per iniziative anonime su musiche di canzoni già conosciute, qualche volta sono composti da autori che scrivono musiche originali. Il Coro di Micene, che da anni si fa interprete del canto come strumento politico, desidera contribuire a rinnovare la tradizione e indice un concorso di composizione musicale: i testi li ha scritti appositamente Alessio Lega, per le musiche si attendono i musicisti che si vogliono cimentare. Nel corso di un radiospettacolo si presenterà il concorso e si parlerà del canto di protesta, e Coro di Micene canterà alcuni suoi brani, vecchi e nuovi, tra cui quello che ha vinto la scorsa edizione del concorso. In attesa di POLITICANTO 2009.

Ingresso libero con tessera Arci

04 / 23
04 / 24
21:00

in collaborazione con ANPI Sezione F.Severgnini - Bovisa
Associazione Stradevarie
Di e con: Mara Guadagni, Dalia Padoa, Soledad Nicolazzi
Regia: Soledad Nicolazzi

Luglio 1944: vicino a Carrara passa la linea gotica. I tedeschi sono prossimi alla ritirata, la tensione è molto alta.
Gli uomini sono tutti al monte. Le donne sono il punto di contatto: riforniscono i partigiani, portano messaggi, vanno fino a Parma a piedi per scambiare il sale con la farina.
I nazisti ordinano l'evacuazione della città. Andare via vuol dire lasciare i partigiani senza contatto, senza sostegno.
Le donne carraresi si rifiutano di partire: in piazza delle Erbe la protesta è pacifica ma le donne sono inflessibili, ferme davanti alle mitragliatrici. Alcune di loro vengono arrestate e interrogate, si teme per la loro vita.
Dopo quattro giorni, le autorità revocano l'ordine di sgombero.


Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci

04 / 25
21:30
End: 23:30

Partigiani in ogni quartiere: La Scighera aderisce all'appello lanciato dalla Cascina Autogestita Torchiera
VAI alla pagina dell'iniziativa

Una serata con i canti che accompagnarono la lotta partigiana, per celebrare il giorno della liberazione dal fascismo, ma anche per riscoprire che bisogna continuare a resistere attraverso parole ancora di preoccupante attualità...
L'invito è rivolto a cori, gruppi, singoli artisti e musicisti, ma anche persone comuni, intonate e non, con l'amore per il canto politico e sociale. In modo informale, liberi da palchi, microfoni e scalette faremo una gran cantata collettiva.

Come sempre stamperemo e distribuiremo alcuni testi
, per rinfrescare la memoria o per imparare brani poco noti. Sarà un casino? Forse, ma di certo un bel casino!
Organizza e anima il gruppo di canto popolare Voci di Mezzo
tra un canto e l'altro letture di Marta Marangoni

SCARICA IL FOGLIO COI TESTI IN FORMATO PDF: FRONTE - RETRO

Si comincia a cantare in corteo: nel pomeriggio le Voci di Mezzo danno appuntamento a tutti in Piazza San Carlo (quella che dà su Corso Vittorio Emanuele, sulla destra subito dopo San Babila).

Ingresso libero con tessera ARCI

04 / 26
21:30
L'Associazione Arci Varieazioni di Milano insieme ad Anonima Teatro Lab
propone il cine-concerto

"La Felicità"

"La Felicità" è una vera perla del cinema muto. E' un rarissimo film comico sovietico realizzato nel 1934 da Alexander Medvedkin. Il gruppo "Lab" ha deciso di mettere in musica queste immagini; la musica del trio Anonima Teatro & Lab spazia dal rock al jazz e all'elettronica senza mai farsi incastrare in un genere. Coinvolge e cattura sia negli allunghi frenetici che nei momenti di rarefazione e sospensione musicale.

La felicità, narra le vicissitudini di Khmyr, goffo contadino in cerca di una realizzazione economica e sociale. Vittima di un proprietario terriero e delle autorità militari e religiose pre-rivoluzionarie, una volta instaurato il regime comunista troverà la felicità lavorando in un kolkoze.

Il trio di rock strumentale Lab si forma a Milano nel 1995. I suoi membri raggruppano esperienze professionali diverse: composizione di musica per il teatro e il documentario, produzione discografica, sonorizzazione di performance artistiche e pratica teatrale professionale. Da subito affezionati all’improvvisazione come strumento di ricerca e di scrittura, compongono senza preoccuparsi delle separazioni di genere ed intenzione. La loro musica coniuga le atmosfere più diverse, in cui l’energia si sposa con la finezza e la ricerca alla facilità d’ascolto.
Dopo diversi anni di attività underground, il gruppo pubblica il cd Millepiedi seguito da una tourné in Italia, Francia e Svizzera.
Affascinanti e sorprendenti nel loro modo di li lasciare spazio al vuoto, per poi riempirlo con esplosioni di caos organizzato.

Ingresso con tessera Arci e sottoscrizione

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04 / 30
05 / 1
05 / 2
22:00

Roberto Bacciocchi tromba
Renzo Spinetti basso
Chicco Zanaboni sax alto
Pippo Traverso trombone
Nino Frasio banjo
Graham Russell piano
Terenzio Belluzzo batteria
Andrea Sirna clarinetto
Veronica Sbergia vocal

La storica Band milanese è nota non solo in Italia per la capacità di ricreare i suoni, i sapori, i profumi della Louisiana suonando nel più puro linguaggio New Orleans. Un linguaggio arcaico ,semplice, caldo , intrigante che fa venir voglia di ballare. Un repertorio variopinto che va dal blues agli spirituals, dalle canzoni creole agli standard, dai walzer alle marce, dai pop songs agli evergreen al boogie. Un gruppo di 8 elementi uniti dalla stessa passione per questa musica che presentano in maniera del tutto informale e apparentemente casuale.

Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci

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