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« Giovedì Giugno 05, 2008 »
Gio
18:00
End: 20:00

Rick Moody, uno degli scrittori americani più importanti di quest'epoca, è un uomo che dice di sé: io non ho mai vinto niente nella vita. È timido e non assomiglia per nulla alla sua lingua elaborata e musicale. È cresciuto nei sobborghi del Connecticut, ha studiato nel New Jersey e ora vive tra Brooklyn e Fishers Island, un'isola di pescatori dove si rifugia spesso. È come se la sua storia avesse sempre e solo gravitato intorno a New York. Lui lo descrive come un senso di esilio - stare di fronte a Manhattan e guardarla attraverso il fiume - necessario alla scrittura: bisogna essere lontani da una cosa per poterla raccontare. E infatti nessuno ha saputo raccontare New York, quella New York irripetibile che fu l'East Village negli anni '80, come nel romanzo breve che è il suo capolavoro: La più lucente corona d'angeli in cielo. Ma in tutti i suoi libri, da Tempesta di ghiaccio a Rosso americano, da Demonology a Il velo nero, ha raccontato la marginalità, la sconfitta, la tragedia che si nasconde dietro ogni famiglia normale.

Nel 2004 due filmmaker milanesi girarono con Rick Moody una puntata della serie Scrivere New York. Passarono alcuni giorni insieme a lui, intervistandolo sulla sua vita e sul suo lavoro e facendosi guidare nei posti della città a cui era più legato, per motivi biografici o letterari. Ne è uscito un documentario con due protagonisti commoventi, Rick Moody e New York, pieno di finestre e di case, di strade e di notti, pieno di storie. "Io ero lì. Tutti noi scivolavamo su e giù per l'Ottava Strada come se fosse l'arteria di una forma di vita più grande, di un organismo più grande. Nessuno sembrava conoscere la natura delle coincidenze che ci univano, né che i tossici e i masochisti e le puttane, e quelli che avevano sprecato tutto nella vita, erano la più lucente corona d'angeli in cielo".

Il 5 giugno alla Scighera quell'incontro avrà di nuovo luogo. Alle 18.00 Giorgio Carella e Paolo Cognetti proietteranno il loro documentario. Alle 19.00 Rick Moody, in questi giorni in Italia, presenterà il suo ultimo libro, Tre vite, in uscita per minimum fax. È un'occasione rara per conoscere un grande scrittore e il suo mondo.


Il film:
Scrivere New York - Rick Moody (52 min, Italia 2004)

Il libro:
Tre vite (minimum fax 2008)

 

Ingresso libero con tessera Arci

21:30

radiospettacolo - presentazione del libro di Marco Rovelli (Bur, 2008)

Dopo "Lager italiani" lo scrittore Marco Rovelli (già cantante dei Les Anarchistes) torna alla Scighera per un nuovo radio-spettacolo, su un altro tema di tragica attualità. Insieme a lui sul palco ci sarà il sociologo (quasi omonimo) Marco Revelli.

Alla conduzione: Lorenzo Valera e Paolo Cognetti (La Scighera). Letture a cura di Marta Marangoni.

A seguire: "La memoria operaia - testimonianze di operai della Thyssen Krupp"
Brani letti da La compagnia del Teatro Officina
Regia di Massimo de Vita

Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. "Morti bianche", senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all'impotenza di chi è rimasto.
Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all'omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non è fatta.
Attraverso storie, testimonianze e dati, un'inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.

Clicca qui per ascoltare la presentazione di "Lager italiani"

ingresso libero con tessera Arci

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