Eventi
« Agosto 01, 2008 - Agosto 31, 2008 »
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21:00
GRANDE GRIGLIATA DI APERTURA ALLA CASCINA TORCHIERA DALLE 21.00
Piazzale del Cimitero Maggiore n° 18, Milano
La NeMaPrObLeMa Orkestar presenta: "C'è un pss della mm"
Una banda da vacanza, una formazione da escursione, una pletora di viaggiatori più o meno fai da te, sempre strumento-muniti. Chi c'è suona!
Rediviva da due settimane alla conquista del Portogallo, la NeMa PrObLeMa! orkestar si palesa a Milano in epoche di grande afa a portar un po' di frescura... il disco è fatto! la banda plana in preda all'abbrivio e succube della forza di gravità che (da sempre) ci attanaglia.
11 musiche per nulle originali, 10 musici che sembrano una famiglia, l'animazione video della giovane artista Francesca Cogni, il progetto grafico di Alessandra Modarelli e Cromazoo, danno forma al prezioso lavoro d'arte/artigianato, fatto di poesia e di dettagli, che la NeMa PrObLeMa! presenta in versione postuma.
sul palco invitati di prestigio e ricchi premi e cotillon!
venghino signori venghino!
A seguire, il DjSet 100% patchanka di Innacombination.
Ingresso liberissimo (...ma tenetevi qualcosa per il cappello!)
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19:30
End: 23:59
Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano
Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30
“Ugo Tognazzi è il capo delle BR”. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio” del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.
LA GRANDE ABBUFFATA (Marco Ferreri, Italia/Francia, 1973)
Un inno alla vita, quella vera, fatta di cibo, sesso e morte. Poteva mancare all'appuntamento il più grande fucilatore di luoghi comuni come è stato Marco Ferreri? Buttati nella mischia Mastroianni, Noiret, Michel Piccoli e naturalmente il Grande Maestro di cerimonia Tognazzi che libera a tutto campo la sua verace passione per la cucina. Tutti scagliati verso un suicidio surreale e pagano, guidati dall'angelo della morte Andréa Ferréol. Tutti i nostri fondamenti di giusto e sbagliato tremano di fronte a questo lugubre e rinascimentale affresco. Presenta Dino Taddei.
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21:30
Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17
Ore 21.30
Agognomico prodaccion presenta
Lo sbarco sulla Terra
di e con Oscar Agostoni
Gli alieni sono tra noi, sono arrivati sulla Terra per saccheggiarla di tutte le sue risorse e farne bottino di conquista, hanno una tecnologia strabiliante e nulla sembra possa fermarli.A parte il piu' improbabile gruppo di resistenza che si sia mai visto: un manipolo di strampalati pupazzi sulla loro "Stranavicella" pirata.Uno spettacolo che viaggia tra la fantascienza anni '50 e Visitors, la serie Tv cult degli anni 80. Ma attenzione..... non tutto, alla fine, e' quello che sembra.
Ore 22.00
Banda discordanti
Un gruppo di teatro comico musicale che recupera pezzi di memoria, di cultura, di arte, a volte considerata secondaria, ma che ha invece radici importanti e progenitori di tutto rispetto. annacci, Gaber, Cochi e Renato, il Quartetto Cetra, ma soprattutto i Gufi. Smorfie e ironia. Costumi e cori. Chitarre flauti cembali e kazoo. Degli strampalati canterini che raccontano storie popolari e divertenti, attraverso canzoni teatrali che riprendono la tradizione folcloristica, i canti della resistenza, le storie di malavita e di vita quotidiana, reinventandole in musica e messinscena.
Nasce da percorsi segnanti di alcuni componenti, che per anni hanno girato locali e piazze, da sceneggiature autoprodotte, da spettacoli odierni della compagnia teatrale. Si innesta nei progetti dell'associazione teatrale, che del teatro di strada e del teatrocanzone fa sostanza, negli spettacoli che sta portando sui palchi. Un gruppo di musicisti bizzarri, bardati in colorate divise omogenee e strampalate. Una banda musicale di saltimbanchi di un paese limitrofo, che gironzolano per le strade del centro o nei locali e nelle osterie in cui sembrano essere cresciuti.
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08 / 8
21:30
presso Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17
(N.B. In caso di pioggia il concerto si svolgerà in Scighera! Consultate il sito in caso di dubbio)
Usiamo musica balcanica, rock, folk ruspante, kletzmer, polke, sambe, macerie di colonne sonore, tarantelle temi popolari tutto quello che ci viene in mente e che il pubblico si aspetta o non si sogna nemmeno di vedere e sentire!!!
Il cuore del progetto è Valtelatija, patria spirituale del Circo, mistica terra di sangue sogni e magia situata tra il lago i monti le Tagliate e Mezzmanec, meta di antiche migrazioni zingare, dove comincia la Valtellina e finisce il mondo normale...
IL CIRCO ABUSIVO IMPAZZA!!!!
òleg: fisarmonica, piano giocattolo, pistola laser, tromba, diamonica
rùtz: chitarre e grattugie
m° quistapoviç: trombone bombardino fiato tromba
karim: violino occhidighiaccio stridore di archi
bradipo: contrabbasso spostamenti d'aria bellavoce
snàpe: batteria pentole bidoni chincaglieria cracra
Se volete assaggiare il Circo Abusivo, venerdì mattina intorno alle 11.30 Oleg e compagnìa saranno ospiti della trasmissione "L'ultimo
chiuda la porta" di Radio Popolare.
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22:00
APERTURA STRAORDINARIA IN SCIGHERA
Piazzale Loreto. 10 agosto 1944: la città resta muta di fronte a 15 fucilati gettati sul selciato. Uno snodo fondamentale nella memoria collettiva di Milano, quell'eccidio segna definitivamente il rifiuto della città alla dittatura fascista che pure aveva partorito. Il coro Voci di mezzo propone canti della Resistenza allargando l'invito ad altri cori e musicisti, e a chiunque abbia voglia di esserci per cantare assieme o ascoltare.
Appuntamento alle 21.00 in Piazzale Loreto, dove i famigliari delle vittime della strage nazifascista del 1944 anche quest'anno organizzano un presidio. Poi, come sempre, ci spostiamo in Scighera, per cantare tutti insieme
Ci saranno testi per tutti, ma se volete portarvi avanti potete scaricarli da qui: www.lascighera.org/files/testi_10_agosto_2008.zip
Ingresso libero con tessera Arci
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End: 23:59
Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano
Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30
(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)
“Ugo Tognazzi è il capo delle BR”. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio” del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.
ROMANZO POPOLARE
(Mario Monicelli - Italia, 1974)
Giulio è un metalmeccanico milanese, attivista sindacale e tifoso del Milan.
Quando incontra Vincenzina, una ragazza che diciassette anni prima aveva tenuto a battesimo ad Avellino, se ne innamora e decide di sposarla. Ma durante un corteo Giulio conosce Giovanni, un poliziotto ferito negli scontri, che diventa suo amico e comincia a frequentarne la casa: e mentre Giulio è in fabbrica, tra Giovanni e Vincenzina nasce una relazione destinata a sconvolgere la vita dei tre.
La genialità della sceneggiatura risiede soprattutto nei dialoghi, scritti con la collaborazione di Beppe Viola ed Enzo Jannacci: il politichese di Tognazzi, con il suo accento lombardo pieno di metafore calcistiche, si contrappone al linguaggio da fotoromanzo di Vincenzina e alle pesanti inflessioni meridionali di Giovanni. Gran parte del film è stata girata nella periferia milanese: l'Innocenti di Lambrate, la Falck di Sesto San Giovanni, le case popolari di Cinisello Balsamo.
Archeologia industriale di una città che non esiste più. Ma Romanzo popolare è rimasto nella storia anche per la colonna sonora di Jannacci, in particolare per quel suo brano dolcissimo e struggente, "Vincenzina e la fabbrica". Presenta Paolo Cognetti.
Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30
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End: 23:59
Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano
Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30
(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)
“Ugo Tognazzi è il capo delle BR”. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio” del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.
LA VITA AGRA (Carlo Lizzani - Italia 1964)
Il libro di Luciano Bianciardi da cui è tratto il film vale mille testi di sociologia per descrivere l'Italia del boom economico si badi, non quella delle Lambrette e delle vacanze in Riviera, ma quella allucinata e alienante dei minatori morti, dello sradicamento e del capitalismo alla 'cinese' di quegli anni. La vorace necessità del benessere diffuso trita tutto, anche l'anarchico Tognazzi che parte dalla provincia per far saltare il Pirellone e rimane anch'egli masticato. Lo stile di Lizzani è sempre quello di 'stare sul pezzo' con risultati alterni; in questo caso parla una lingua che comprendiamo benissimo anche oggi, lasciandoci ad amare considerazioni sul presente. Presenta Lorenzo De Micheli.
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08 / 21
21:30
presso Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17
1898: dalle zolfare siciliane alle grandi fabbriche milanesi l'Italia intera è scossa da una protesta spontanea e disperata. E' il grido di un popolo stremato, dissanguato da decenni di tassazioni inique, massacrato da repressioni feroci, affetto da una male antico e terribile: la fame. Ma ancora una volta la risposta del potere è nel cannone: con l'eccidio milanese del Generale Bava Beccaris culmina la crisi di fine secolo.
La storia dimenticata dei primi quarant'anni dell'Italia unificata in uno spettacolo di canti e racconti che narrano le condizioni di vita, le lotte e le aspirazioni di un popolo tradito dai suoi stessi governanti.
Sarà un anarchico venuto da lontano, all'alba del nuovo secolo, a voler pareggiare i conti...
Guarda il trailer dello spettacolo
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08 / 22
21:30
presso Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17
(N.B. In caso di pioggia il concerto si svolgerà in Scighera! Consultate il sito in caso di dubbio)
Erbe acide, cattive, cresciute nei fossi, alimentate dalle culture minoritarie, impolverate dalla segatura dei seggiolai manzanesi nei distretti selvaggiamente industrializzati del nordest produttivo.
Il folk proposto dagli Arbe Garbe, uno dei fenomeni più seguiti della nuova musica friulana, ha le radici piantate nei distretti selvaggiamente industrializzati della provincia di Udine; contaminato dal punk, che ha cresciuto e fortemente influenzato i componenti del gruppo, e da tutte le sonorità scoperte e nate durante la loro attività concertistica. Le lingue dei testi sono prevalentemente in lingua friulana e beneciana (minoranza slovena del Friuli orientale) ma anche italiana e spagnola e si rifanno all'immaginario crudo, poetico, acido, e antiautoritario della band.
STEFANO GION FATTORI - Voce, Mandolino, Tuba
FEDERICO GALVANI - Fisarmonica, Voce
MARCO BIANCHINI - Batteria
TONY PAGNUT - Violino, Sax, Clarino
FLAVIO ZANUTTINI "IL BELLO" - Tromba, Voce
ROBERTINO FABRIZIO - Chitarre
OSCAR SCHWANDER - Basso Schwanstung
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End: 23:59
Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano
Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30
(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)
“Ugo Tognazzi è il capo delle BR”. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio” del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.
IL FEDERALE (Luciano Salce, Italia, 1961)
E' una commedia antesignana, un road movie che mostra il bel paese durante la guerra, nel quale, per la prima volta Tognazzi veste la parte del protagonista, un fascista, tanto fedele quanto stupido, cresciuto nel mito di Mussolini, capace di perdere il proprio prigioniero varie volte lungo la strada per Roma e di ritrovarsi in
mutande. Ottenendo, infine, la divisa di federale proprio durante la liberazione di Roma quando vale solo il plotone di esecuzione.
Importante prova di Tognazzi che tratteggia un fascista capace di morire per i suoi ideali, ma incapace di vedere in quale realtà si trova, la musica è diretta magistralmente da Morricone. Presenta Daniele Scalia.
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21:30
presso Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17
(N.B. In caso di pioggia il concerto si svolgerà in Scighera! Consultate il sito in caso di dubbio)
La storica Band milanese è nota non solo in Italia per la capacità di ricreare i suoni, i sapori, i profumi della Louisiana suonando nel più puro linguaggio New Orleans. Un linguaggio arcaico ,semplice, caldo , intrigante che fa venir voglia di ballare. Un repertorio variopinto che va dal blues agli spirituals, dalle canzoni creole agli standard, dai walzer alle marce, dai pop songs agli evergreen al boogie. Un gruppo di 8 elementi uniti dalla stessa passione per questa musica che presentano in maniera del tutto informale e apparentemente casuale.
Roberto Bacciocchi tromba
Renzo Spinetti basso
Chicco Zanaboni sax alto
Pippo Traverso trombone
Nino Frasio banjo
Graham Russell piano
Terenzio Belluzzo batteria
Andrea Sirna clarinetto
Veronica Sbergia vocal
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OAPS! Anche quest'anno un'edizione speciale, estiva, fresca, en plein air del Poetry Slam della Scighera.
Presso Cassina Anna, Via sant'arnaldo 17, Milano (Q.re Bruzzano)
(N.B. In caso di pioggia l'evento si svolgerà in Scighera! Consultate il sito in caso di dubbio)
"LA POESIA NON E' FATTA PER GLORIFICARE IL POETA, ESSA ESISTE PER CELEBRARE LA COMUNITA'. IL PUNTO DELLO SLAM NON SONO I PUNTI, IL PUNTO E' LA POESIA".
(Marc Kelly Smith, inventore del Poetry Slam, Chicago, 1986)
Poetry Slam. Una gara dove a sfidarsi sono i poeti. Un palco, un microfono, una voce. Tre minuti di tempo per leggere poesie scritte di proprio pugno. A decretare il vincitore di questo sport artistico 5 giudici estratti dal pubblico, componente attivo della gara.
A condurre un Master of Cerimony, un Emcee come dicono in America, catturando il termine dallo slang Hip Hop. Un maestro di cerimonia, diremmo noi in Italia.
Un'arte sportiva in cui la poesia non vuole più essere subita, ma osannata, criticata, votata.
Una poesia non più da ascoltare passivamente in angusti salotti letterari, ma una poesia viva perché vivo è il suo pubblico che, refrattario a un'editoria incartapecorita, partecipa al Poetry Slam per dare vita a una comunità poetica in uno spazio espressivo libero.
Perché la poesia deve essere strappata dalle pagine ingiallite dei testi accademici, perché la poesia, che ci piaccia o meno, è nella nostra quotidianità.
E allora viviamola.
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