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« Domenica Ottobre 26, 2008 »
Dom
18:00
End: 18:00

Morire di classe - clicca qui per visualizzare la galleria di immagini e qui per ascoltare la presentazione con l'autore.

“Alla fine di questo processo di disumanizzazione, il paziente che era stato affidato all’istituto psichiatrico perché lo curasse, non esiste più: inglobato e incorporato nelle regole che lo determinano. È un caso chiuso. Etichettato in maniera irreversibile, non potrà più cancellare il segno che lo ha definito come quelcosa al di là dell’umano, senza possibilità d’appello.”
(da “Morire di classe”)

Quarant’anni ci separano dalla prima edizione di “Morire di classe” (a c. di F. e F. Basaglia, fotografie di C. Cerati e G. Berengo Gardin), un reportage che scrisse una pagina decisiva nella creazione di un movimento di opinione che avrebbe dato un contributo fondamentale all’approvazione, dieci anni più tardi, della legge 180/78, più nota come legge Basaglia.
Sono qui esposte alcune immagini originali di Gianni Berengo Gardin, che, all’epoca, accolse l’invito di Carla Cerati a intraprendere un viaggio fotografico all’interno dei manicomi, con l’obiettivo dichiarato di denunciare le condizioni disumane dei pazienti degli istituti psichiatrici del nostro paese.
Sono fotografie che hanno la forza di un documento storico e che, sul finire degli anni ’60, hanno mostrato all’Italia una realtà scandalosa, una vergogna che molti avrebbero preferito ignorare. Ma sono anche immagini che, ancora oggi, conservano intatti la loro carica emotiva e il loro sguardo intimo e acuto sulla “diversità”.


 

 

21:30
End: 23:00

Presentazione e reading del Dizionario affettivo della lingua italiana, a cura di Matteo B.Bianchi e Giorgio Vasta, Fandango editore.

Gli scrittori, per raccontare, usano le parole. Per gli scrittori, quindi, le parole sono i cosiddetti “ferri del mestiere”. Ma per gli scrittori le parole sono anche legami, idoli, feticci, oppure ragioni di insofferenza, di frustrazione, di vero e proprio odio. Le parole sono emotività, sono affetti. Partendo da questo pensiero, Matteo B. Bianchi ha chiesto a circa trecento narratori e poeti italiani di individuare la loro parola “affettivamente” più significativa e di renderle omaggio nella forma di una classica definizione da dizionario. Ne è venuto fuori il primo Dizionario Affettivo della Lingua Italiana, un volume insieme tradizionale e atipico, disciplinato e del tutto irregolare, un piccolo monumento di scrittura alle parole della nostra lingua. Da Andrea Camilleri a Sandro Veronesi, da Erri De Luca a Giancarlo De Cataldo, da Melissa P. a Paolo Nori, da Tiziano Scarpa a Dario Voltolini, passando per Enrico Brizzi, Tullio Avoledo, Lidia Ravera, Domenico Starnone, Camilla Baresani, Giuseppe Genna, Michele Serra, Marcello Fois, Diego De Silva e tantissimi altri, questo libro traccia anche una geografia della scrittura in Italia, avvalendosi del contributo di narratori affermati e di esordienti. Un libro da leggere come un viaggio all’interno di quell’esperienza insostituibile che è la parola.

Durante questa serata la Scighera ospita il primo reading milanese del Dizionario: saranno presenti i curatori Matteo B.Bianchi e Giorgio Vasta, e molti scrittori si avvicenderanno sul palco per declamare la definizione della propria parola preferita. Presentano Matteo Bordone (Radio Due Rai) e Marisa Passera (Very Victoria).

Ingresso libero con tessera Arci.

 

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