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« Giovedì Ottobre 30, 2008 »
Gio
18:00
End: 18:00

Morire di classe - clicca qui per visualizzare la galleria di immagini e qui per ascoltare la presentazione con l'autore.

“Alla fine di questo processo di disumanizzazione, il paziente che era stato affidato all’istituto psichiatrico perché lo curasse, non esiste più: inglobato e incorporato nelle regole che lo determinano. È un caso chiuso. Etichettato in maniera irreversibile, non potrà più cancellare il segno che lo ha definito come quelcosa al di là dell’umano, senza possibilità d’appello.”
(da “Morire di classe”)

Quarant’anni ci separano dalla prima edizione di “Morire di classe” (a c. di F. e F. Basaglia, fotografie di C. Cerati e G. Berengo Gardin), un reportage che scrisse una pagina decisiva nella creazione di un movimento di opinione che avrebbe dato un contributo fondamentale all’approvazione, dieci anni più tardi, della legge 180/78, più nota come legge Basaglia.
Sono qui esposte alcune immagini originali di Gianni Berengo Gardin, che, all’epoca, accolse l’invito di Carla Cerati a intraprendere un viaggio fotografico all’interno dei manicomi, con l’obiettivo dichiarato di denunciare le condizioni disumane dei pazienti degli istituti psichiatrici del nostro paese.
Sono fotografie che hanno la forza di un documento storico e che, sul finire degli anni ’60, hanno mostrato all’Italia una realtà scandalosa, una vergogna che molti avrebbero preferito ignorare. Ma sono anche immagini che, ancora oggi, conservano intatti la loro carica emotiva e il loro sguardo intimo e acuto sulla “diversità”.


 

 

21:00

Le voci della Scighera

Grande assemblea aperta a tutti i soci

E' l'evento più importante dell'anno. Protagoniste, le voci della Scighera:
quelle di chi organizza gli eventi culturali,
quelle di chi viene a giocare a ping pong,
quelle di chi passa tutte le sere ad appoggiare i gomiti al bancone,
quelle di chi sta dall'altra parte a versare da bere,
quelle di chi passa una volta ogni tanto,
quelle di chi per fare la tessera ha dovuto ingoiare un rospo grande come una casa,
quelle di chi sta sul palco a cantare o recitare,
quelle di chi applaude e fischia in platea,
quelle di chi sceglie i prodotti e quelle di chi li consuma,
quelle di chi non fa uscire col bicchiere,
quelle di chi esce col bicchiere,
quelle di chi fa un lavoro invisibile ma indispensabile,
quelle di chi fa le pulizie,
quelle di chi segue i corsi e quelle di chi li tiene...


Così come avviene in ogni progetto collettivo il cuore della Scighera sono le persone: pensiamo che il valore di un'Associazione non dipenda dal numero di tesserati, ma da quanto questi si riconoscano in un progetto politico e culturale. Per questo l'anno scorso, con la “mobilitazione per la libertà di associazione”, abbiamo voluto rivendicare il valore della scelta associativa di fronte a chi pretendeva di ridurre la nostra attività a quella di un semplice locale commerciale. La Scighera (per ora) non è più sotto minaccia di chiusura, ma è urgente riprendere il discorso. Perché la minaccia continua a gravare su tutti quelli che in questa città si ostinano a promuovere socialità e aggregazione fuori dalle logiche del profitto. E soprattutto perché, al di là delle rincorse emergenziali che non ci appartengono, vogliamo promuovere un confronto sul reale significato della partecipazione e sulle tante possibili modalità di coinvolgimento di ciascun socio nella vita di questo progetto. Vi aspettiamo giovedì 30 ottobre a partire dalle 21: fate sentire le vostre voci!

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