La Scighera
NEWS! | pubblico | Bambini

Durante l'incontro "STOP AL CYBERBULLISMO" in programma domenica 14 ore 16 bambine/i saranno coinvolti in
un laboratorio di decorazione magliette: per partecipare e' importante che i bambini portino una maglietta bianca

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| Giovedì, 25 Marzo, 2010 - 18:30
giovedì dalle 18.30 alle 20.30, uscite la domenica

“Quando la luce di uno sguardo incontra la luce di un oggetto l’immagine comincia a prendere forma.”

L’approccio visivo e la percezione di un luogo, indagando intorno ad uno specifico quartiere dalla nostra città: la Bovisa. Il tema dell’immaginario collettivo legato ai luoghi e le loro aure,  che assume forma e sostanza, attraverso la pratica fotografica, sarà il presupposto del laboratorio che si articolerà in 3 incontri e un workshopall’aperto, dove ciascuno potrà scambiare esperienze e saperi, nello spirito di una moderna Agorà. La brevità del corso, unita all’ambizione di rivolgersi ad un bacino di esperti e meno esperti, impone un approccio teorico, sulle modalità e i sistemi della visione, semplice ma non superficiale. Per questo gli aspetti legati al senso e al significato delle forme, al fascino e all’ambiguità dell’immagine fotografica, al suo essere testimonianza del nostro tempo, sottrarranno inevitabilmente spazio a quelle cognizioni tecniche e pratiche che, pur essendo ritenute indispensabili, sono pur sempre secondarie.
 

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Corso | Sabato, 13 Marzo, 2010 - 14:30

h 14.30-16.30: Laboratorio sul canto tradizionale lucano: canto a zampogna e canto a cupa cupa
h 17.00-18.30: Laboratorio sulla pastorale (danza tradizionale lucana)
Laboratori a cura di Francesca Esposito e Nicola Scaldaferri

Per info e iscrizioni clicca qui
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Goffredo Fofi - Dire no: pratiche di disobbedienza civile

“Adesso dobbiamo avere paura di chi dice: obbedisco”. Dopo gli anni del nazismo, e delle atomiche americane sul Giappone, così il critico e giornalista Dwight Macdonald sintetizzava un intero passaggio teorico. La Storia aveva fatto l’ultima delle sue giravolte. Resistenza, secessione, rivolta, obiezione, dissenso, rifiuto e perplessità, disobbedienza: del lessico esausto della teoria politica sopravviveva soltanto il negativo, il cono d’ombra di tutti quei termini (ideali, visioni) che fino a un giorno prima avevano rappresentato l’insidia dell’anarchia, la sovversione. Cinquant’anni dopo e oltre, le cose non sono cambiate. Dal totalitarismo alla società dello spettacolo e dei consumi, il codice dell’obbedienza (al potere o al conformismo) continua a dominare coscienze anestetizzate, anime fiacche. L’imperativo azzardato è ancora quello di ieri: resistere, disobbedire, separarsi - con fantasia, rabbia, volontà - per provare a immaginare un altro futuro possibile".
(dalla prefazione all’antologia Ribellarsi è giusto, edizioni dell’asino 2009)

La sensazione di molti di noi è di essere molto vicini a uno di quei punti zero che la Storia ciclicamente ripropone. Non sappiamo se il peggio sia questo o debba ancora arrivare. Non sappiamo nemmeno in quali forme il peggio si manifesterà, perché i modelli del passato sembrano superati e i segni del presente sono difficili da interpretare. Ma proprio la Storia ha insegnato che, quando chi comanda diventa pericoloso, altrettanto pericoloso è chi obbedisce senza pensare: per questo torna di vitale importanza dire no. Come i sassi raccolti per strada quando sono finite le munizioni. Non eseguire gli ordini, trasgredire le regole, infrangere i divieti: da Thoreau a Malatesta, da Goodman a Gandhi, da Don Milani a Capitini, i grandi disobbedienti del passato ci insegnano quali sono i no che è necessario ricominciare a dire.

Incontro con Goffredo Fofi, curatore di "Ribellarsi è giusto".  Moderano Dino Taddei e Paolo Cognetti.