La Scighera
NEWS! | pubblico
Continuano le iniziative in solidarietà con l'Arci Itaca di Quarto Oggiaro e con il collettivo Quarto Posto in seguito alla bomba carta fatta esplodere il 24 dicembre nella sede di Piazza Capuana.
Giovedì 9 febbraio 2012 h 20.00 - Piazzetta pedonale di Via Capuana 7
Quarto Oggiaro: via Felice Orsini, attentatore nonché inventore della 'bomba all'Orsini' ordigno terrore di tutti i tiranni. Anche in quartiere i bombaroli hanno la loro via. Ma esistono le bombe buone?
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NEWS! | pubblico

In scighera è possibile acquistare in prevendita i biglietti per alcuni concerti del circolo ARCI Magnolia.

Vedi lista concerti Febrraio/Marzo

Il diritto di prevendita è di 1€
La prevendita è riservata ai soci ARCI

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Bambini | Domenica, 12 Febbraio, 2012 - 15:00

La primavera è ormai alle porte e la Scigherina non vede l'ora di continuare a crescere!
La Scigherina è un orticello autogestito da coltivare insieme.
La Scigherina è un'esperienza attiva, ludica e sperimentale, per grandi e piccini, che presta attenzione all'ecologia e alla partecipazione. La Scigherina è una commissione della Scighera. Come tutte le altre viene autogestita da quei soci che desiderano prendere in mano un pezzettino del progetto collettivo. Appunto! Per ora abbiamo trasformato lo spazio, qualche albero e un prato sono già cresciuti. Si tratta adesso di immaginare e di vivere insieme un momento del calendario della Scighera interamente dedicato ai bambini e ai genitori.

Prima semina il 12 febbraio dalle 15.00 con il Nano-baratto (il baratto per piccini e adulti) aprirà la nuova stagione della Scigherina, si giocherà a scambiare giochi, vestiti, idee.. Porta quello che non ti serve più per scambiarlo con quello che ti è utile.

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Goffredo Fofi - Dire no: pratiche di disobbedienza civile

“Adesso dobbiamo avere paura di chi dice: obbedisco”. Dopo gli anni del nazismo, e delle atomiche americane sul Giappone, così il critico e giornalista Dwight Macdonald sintetizzava un intero passaggio teorico. La Storia aveva fatto l’ultima delle sue giravolte. Resistenza, secessione, rivolta, obiezione, dissenso, rifiuto e perplessità, disobbedienza: del lessico esausto della teoria politica sopravviveva soltanto il negativo, il cono d’ombra di tutti quei termini (ideali, visioni) che fino a un giorno prima avevano rappresentato l’insidia dell’anarchia, la sovversione. Cinquant’anni dopo e oltre, le cose non sono cambiate. Dal totalitarismo alla società dello spettacolo e dei consumi, il codice dell’obbedienza (al potere o al conformismo) continua a dominare coscienze anestetizzate, anime fiacche. L’imperativo azzardato è ancora quello di ieri: resistere, disobbedire, separarsi - con fantasia, rabbia, volontà - per provare a immaginare un altro futuro possibile".
(dalla prefazione all’antologia Ribellarsi è giusto, edizioni dell’asino 2009)

La sensazione di molti di noi è di essere molto vicini a uno di quei punti zero che la Storia ciclicamente ripropone. Non sappiamo se il peggio sia questo o debba ancora arrivare. Non sappiamo nemmeno in quali forme il peggio si manifesterà, perché i modelli del passato sembrano superati e i segni del presente sono difficili da interpretare. Ma proprio la Storia ha insegnato che, quando chi comanda diventa pericoloso, altrettanto pericoloso è chi obbedisce senza pensare: per questo torna di vitale importanza dire no. Come i sassi raccolti per strada quando sono finite le munizioni. Non eseguire gli ordini, trasgredire le regole, infrangere i divieti: da Thoreau a Malatesta, da Goodman a Gandhi, da Don Milani a Capitini, i grandi disobbedienti del passato ci insegnano quali sono i no che è necessario ricominciare a dire.

Incontro con Goffredo Fofi, curatore di "Ribellarsi è giusto".  Moderano Dino Taddei e Paolo Cognetti.