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Musica
La programmazione musicale della Scighera è curata e coordinata da un gruppo di soci riuniti nella "commissione musica". Ia commissione non si occupa solo della scelta degli eventi da programmare, ma anche della loro realizzazione, curandone la promozione e mantenendo i rapporti con gli artisti, cercando forme di collaborazione con altre associazioni e gruppi attivi in campo musicale. Forte e storico in Scighera, ad esempio, è il legame con l'Associazione Voci di Mezzo e l'Associazione CantoAnticoMovimenti.
Di fronte alla scena sempre più desolante della musica dal vivo (locali che puntano tutto sul facile successo delle cover band, artisti costretti ad adeguarsi alle condizioni imposte dal mercato, rinunciando a proposte originali, e un pubblico sempre meno disposto a lasciarsi stupire) la sfida è quella di ridare centralità alla libera espressione dell'artista, cercando di offrire cultura di alta qualità a prezzi accessibili, ovviamente con un'attenzione alla sostenibilità dell'intero progetto.
Lo spazio associativo, nella forma del circolo culturale, sottratto alle regole di mercato in quanto attività non a scopo di lucro, può essere il terreno in cui organizzatori, artisti e fruitori non operano più separatamente e in competizione tra loro, secondo la logica commerciale, ma si incontrano su un terreno comune per raggiungere obbiettivi condivisi, secondo la logica solidale.
Le scelte artistiche
Le scelte artistiche e di programmazione si scontrano anzitutto con alcune limitazioni imposte dalle condizioni ambientali: il Circolo sorge al centro di un quartiere popoloso e dopo un primo periodo di conflittualità con il vicinato si è cercato un compromesso perchè la nostra presenza fosse una risorsa per il territorio e non un fastidio. Da qui l'impegno di limitare i concerti nella durata (termine tassativo a mezzanotte), nel numero (mai più di due alla settimana e sempre nel fine settimana) e nel genere (jazz, canzone d'autore, musica popolare, indie acustica ecc).
Quello che in origine sembrò solo un impedimento si è trasformato in parte in una risorsa e in uno stimolo: abbiamo una sala molto raccolta e confortevole di cui curiamo l'acustica e gli impianti di amplificazione in modo da poterci godere la musica nella maniera più diretta e nuda possibile.
La scelta obbligata verso l' "acustico" ci impedisce serate danzanti fino all'alba e vecchie glorie del punk ma ci ha portato a scelte originali e meno frequentate in città, è stata stimolo anche a molti musicisti per rivedere in chiave acustica alcuni progetti e ha fatto della Scighera uno dei palchi in città dove il rapporto tra pubblico e musicisti è più diretto e aperto.
Molti degli eventi musicali rientrano in quattro grandi rassegne (ScigheraJazz, Musica in forma libera, Hang the electric guitar, Suoni dalla terra e dal mare) ma vi sono anche molti eventi estemporanei.
ScigheraJazz
Scopo della rassegna è di rappresentare, in maniera volutamente nè cronologica nè organizzata, tutti i linguaggi del Jazz dalle origini ad oggi. Unica esclusione è quella che rientra nella rassegna “Musica in forma libera", riconducibile al Free o all'avanguardia, alla quale si è deciso di dedicare un apposito spazio nella programmazione.
ScigheraJazz ospita, ogni terzo venerdì del mese, gruppi e musicisti rappresentanti stili e linguaggi pescati nell'infinito melting pot della musica afroamericana. Dall'arcaico, epidermico e accattivante jazz di New Orleans dell'Olympia Ragtime Band, al mainstream ,allo swing, alle big band, al bop avanzato, all'etnico di Beppe Aliprandi, ai quartetti hardbop fino al blues rurale e altro ancora.
Memorabile la serata del 17 gennaio 2011: una mini storia del Jazz con la partecipazione di 35 musicisti nell'arco di due ore di spettacolo.
L'obiettivo non dichiarato ma evidente è quello di fare cultura, e sorprendere il pubblico ogni volta con un linguaggio che porti a dire: "per me sta musica non c'entra niente con quella dell'altra volta... eppure dicono che è sempre Jazz!".
Musica in forma libera
La rassegna è dedicata principalmente all'improvvisazione ed alla composizione istantanea, non solo di derivazione jazzistica, e ad altre manifestazioni di libertà formale in musica.
Si tratta sempre di musiche in cui, anche quando sono state dettagliatamente composte, gran parte del processo creativo acustico avviene durante il concerto, regalandoci il godimento fisico ed intellettuale di assistere e partecipare alla evanescente manifestazione di un nuovo suono, una nuova forma o un vecchio tema che torna, imprevisto, a farsi ascoltare.
Se fossimo in un museo di arti figurative, questa sarebbe la sezione dedicata all'astrattismo, con la differenza che in un museo vedete solo l'opera compiuta, non il suo processo creativo.
Le formazioni che abbiamo ospitato hanno mutuato pratiche e sonorità dal freejazz afroamericano, dalla scena europea di improvvisazione radicale, dalla musica colta contemporanea, dal blues del delta, dal punk, dal rock psichedelico, dall'elettronica di ricerca, dall'inconsapevole somma dei loro ascolti.
Hang the electric guitar
Ovvero la voglia di (ri)portare, (ri)scrivere cultura in una città - Milano - oramai afona e cieca . Suoni e storie periferiche, perché ci piace la realtà che sta ai margini - non la cosa in sé ma ciò che sta intorno, non il nucleo ma l'esperienza residuale, non la pura informazione o la banalità del già costituito centro, ma la rappresentazione di noi e dei nostri altrove attraverso l'ascolto e la narrazione. In queste parole c'è il fondamento della rassegna indie-acustica Hang the electric guitar; dare spazio non tanto ad un genere musicale, ma cercare di ritrovare l'attenzione verso questa arte che da sempre ci accompagna nelle nostre vite: la musica. La musica intesa come momento di riflessione ed intimità, di ascolto ed emozione. Spesso la realtà ci parla e ci mostra un ambiente poco attento ai veri valori che questa arte possiede, un ambiente volto ad apparire e dimostrare piuttosto che essere e confrontare. Questa rassegna vuole riavvicinarci alla vera anima della musica, attraverso varie realtà italiane e non di quel genere che da solo, nel suo piccolo, prova a comunicare le sue emozioni attraverso l'intimità: l'indie-folk.
Suoni dalla terra e dal mare
Da ormai tre anni la rassegna, frutto della collaborazione tra la Scighera e l'Associazione CantoAnticoMovimenti (www.cantoantico.org), porta sul palco della Scighera i migliori artisti della scena tradizionale del sud Italia. Lo scopo principale è quello di raccontare un ricchissimo patrimonio di cultura “altra”: l'attenzione critica alla nostra cultura antica e all’oralità delle origini rappresenta, in una metropoli come Milano, una sfida politica oltre che culturale, un'occasione per sperimentare modelli aggregativi che ci permettono di riscoprire il carattere necessario della creazione artistica, confinata sempre più in una dimensione accessoria. Ci sembra questa una via interessante per “modernizzare la tradizione”, che non significa semplificarla e renderla più accessibile cambiandone connotati e strutture, ma ridarle un senso culturale, una rinnovata funzione sociale. Oltre ai concerti, che si svolgono una volta al mese, nell'ambito della rassegna si svolgono corsi e laboratori di danza, di canto e percussioni. Nel 2010 abbiamo pubblicato una raccolta con i momenti migliori della stagione 2009/2010, il Cd “Suoni dalla terra e dal mare”, che può essere richiesto direttamente alla Scighera.
Cantate collettive
Sono eventi che nascono dalla stretta collaborazione tra la Scighera e l'Associazione culturale Voci di Mezzo (www.vocidimezzo.it), che nel Circolo organizza i corsi di canto popolare.
Il coro distribuisce i testi e anima la cantata, alla quale tutti possono partecipare.
Ormai storica è la cantata partigiana che si svolge tutti gli anni in occasione del 25 aprile.



