(documentario, Italia, 2002) regia di Giorgio Carella.
Milano, 27 giugno 1980.
Bob Marley suona allo Stadio San Siro, aperto per la prima volta alla musica. È il concerto più importante della sua vita, centomila persone, un anno prima di partire per un altro tour, via da questo mondo.
L’Italia, il paese maledetto che nel 1936 ha spodestato il suo Dio in terra, il Leone di Giuda, Ras Tafari, Hailé Selassié imperatore d’Etiopia, esce dal magma caldo degli anni Settanta e da quattro stagioni di silenzio musicale.
Qualcuno lo racconta come un evento storico: quella notte aveva vent’anni e la rivoluzione veniva sommersa da un triste riflusso di cui Milano ha voluto farsi simbolo.
Qualcuno dal reggae si è fatto cambiare la vita: irruzione di un ritmo fecondo, così disponibile a lasciarsi trasformare da dialetti e suoni, pronto a diventare la voce dei mille ghetti buttati dove finiscono le città. Qualcuno voleva soltanto ballare...Fumare e ballare...
In ogni caso, Bob sembrava contento.
Interviene Paolo Cognetti che ne ha seguito il montaggio e la sceneggiatura.
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