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Ich Bin Ein Berliner
di e con Marta Marangoni e Rossana Mola - musiche originali di Carlo Boccadoro
Perchè tornare su questo argomento?
Perchè non fare tabula rasa? Perchè non parlare
invece dell'oggi? Ma chi vuol fare il gran balzo deve
tornare indietro di qualche passo. L'oggi entra nel
domani nutrito dall'ieri. La storia forse fa tabula
rasa, ma non gradisce la ”tavola vuota”.
Bertold Brecht
Berlino, 9 novembre 1989: la caduta del muro, il crollo del comunismo, la fine della Guerra Fredda, il momento di rottura della storia. Lo spettacolo, che ha debuttato al Teatro della Cooperativa di Milano nella stagione 2005/06, nasce dall'incontro con l'autore e regista Peter Ensikat e dalla collaborazione con il teatro Distel, cabaret berlinese della ex-Repubblica Democratica Tedesca. Da questo connubio è nata l’idea di un lavoro in cui le autrici-attrici Marangoni e Mola - già protagoniste di Nome di battaglia Lia (regia Renato Sarti) - fondono nel tessuto drammaturgico testimonianze e materiale storico, filtrati da una sottile satira. Elementi funzionali questi a far emergere le contraddizioni di quel momento storico: l’Est propagandato come il migliore dei mondi possibili, dove l'ideale socialista muore nella dittatura, e l’Ovest come culla del mondo capitalistico, dove la libertà, però, è solo apparente. Le due attrici danno voce sia ai grandi personaggi sia alle storie individuali in un'alternanza di ruoli satirici e drammatici, spesso giocati al limite del grottesco che, insieme a filmati originali, raccontano la situazione politico-sociale della Germania dell'Est. Si disegna così un percorso a ritroso dal 9 novembre 1989 sino al 13 agosto 1961, giorno della costruzione del muro.
Il titolo “Ich bin ein Berliner” fa riferimento alla gaffe storica di J. F. Kennedy durante il suo celebre discorso ai Berlinesi un anno dopo la costruzione del muro. L'ultima scena liberamente ispirata a “Il Gioco della corda” di Ernesto Sfriso mostra l'assurdità del muro, chiamando in causa il pubblico nella surreale divisione del popolo e diventa così, metafora dei tanti muri della storia e di tutta un'infinità di altri muri invisibili che determinano i confini dell'esclusione.
Le musiche sono di Carlo Boccadoro, l’ambiente scenico è curato da Luisa Gabriele, i costumi ideati da Laura Bougathas; l’elaborazione audio e video sono rispettivamente di Giucas Falchetto e di Sergio Red Marchesani; la tecnica di Fiamma Scharf.
“Punteggiando il racconto con dati di cronaca e filmati storici, le due autrici-attrici costruiscono sketch e caricature che prendono di mira censura di regime, orgoglio patriottico e politici parolai. E anche il pubblico, diviso da un confine di corda, è chiamato in causa in un gioco intelligiente, che diverte e fa riflettere.”
Simona Spaventa La Repubblica
compagniaMarangoniMola
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333 65 13 284




