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Varie
Pioggia per noi
pioggia che lacrime di notte il cielo geme
e rammento che esiste una partedi vita
umida e fredda, che l'inverno è dietro l'angolo - ma poi l'acqua
esala odori delle cose
zampilli evocano reminiscenze
c'è gente che adora i temporali
sono specchi concavi che bucano l'anima e ti trovi solo
tremante spettatore di fronte a un enorme mondo bagnato
e cerco l'appiglio
ravanando dentro memoria e fantasia - escono figurine fantasmi amici, parenti andati ciò che speravi fossero,
le carezze che hai avuto quelle che non hai dato
facce che t'hanno illuminato in un momento di comunione,
chi ci tiene e chi verrà a mostrarti che hai senso,
tu che t'abbraccio
mentre le pozzanghere riflettono nubi in fuga per l'Est
My baby
Righe righe righe
metto giù qualcosa
stendo l'anima nero su bianco
la punta della penna gracchia
si muove piano, con grazia...
col fiato breve e il potere nella mente
il sangue fermo e le vene gonfie
TUTTO VERSO FUORI ALL'ARIA ALLA VITA SUL BIANCO
il foglio nasce
a sbaffi e a righe
strilla e si vergogna
è mio.
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Cortile del laboratorio di ceramica, stanno per arrivare gli altri
Dal cortile una palma contro il cielo
contro questo giorno tenace che non vuol morire
i momenti dell’attesa
sul CD plaisir d’amour
finestre vuote prendono color d’arancio
serrande stoviglie sempre più profondo
si fa l’azzurro fin dove fin quando
saprò aspettare
ecco s’apre il portone sbrigati a scrivere
corri ad afferrare il giorno che va
la sorpresa che viene.
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Vento a Salina
Per desiderio d’isole e di mare
si straccia le vesti il cielo
e in un ballo lento s’accompagnano
le barche ai miei pensieri
dove stringere gli ormeggi,
per chi lascar le vele
chiede a raffica il maestrale
forse a lui ridono le onde.
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Crolla il cielo verso il tramonto
si straccia le vesti a rincorrere un sole birichino
lui fuggendo ne svela l’arrossire
il desiderio immenso
l’attesa del mistero
e nella luce incerta del morire che rinasce
si gioca la passione
senti tornare a terra gli odori
e posarsi le stoviglie
col sollievo del giorno andato
puoi raccogliere l’intimità del marciapiede
la struggente accoglienza dei lampioni
mentre l’appuntamento si avvicina
e ora capisci che è l’appuntamento più importante
una parte di te aspetta dietro l’angolo
e tu non ancora
vuoi il caffè più saporito dell’attesa
e quando proprio vorresti fermarlo almeno un attimo
ti accorgi di amare lo scorrere del tempo
16 Agosto, la finestra
Milano è vuota, dicono,
la casa è vuota
e la finestra riflette me
trasparente tra gli alberi
non so dire la dolcezza
di ritrovare la mia solitudine
così ricca il mio tempo
così disponibile
e la fantasia una zampogna
piena di fiati che soffiano
raccontano storie in attesa
di là dalla siepe si intrecciano percorsi
passano da bar dimenticati
e toccano le stelle – sono dita stupite
a sfiorare la pelle
indovinare i miliardi di piccoli eventi
che ti hanno resa come sei cerco forse
di ritrovarmi in un tuo gesto
come mi ritrovo qui
attraverso me a guardare un albero
e la notte i cieli le galassie
tra le foglie.
Una bottiglia
Affido quest’emozione
a una bottiglia di versi
che se qualcuno – certamente
un possibile amore – dal mare
di parole la pescherà
possa riceverne il tremore
la fragile incertezza
l’anelito di giungere
e di quest’attimo sparito
la freschezza.
SEMAFORO
Fra i tacchi che ticchettano
ritmi osceni per le vie del centro
corre l'autobus pieno di quadri appesi
che si sbirciano furtivi le cornici
all'improvviso scoppia il cappello dell'autista
è verde via libera si parte
al semaforo accellera appena in tempo
passano i cavalli ma la carrozza diventa gialla
spiccano un salto disperato verso il cielo
scatta il rosso è il sole è il tramonto
a Milano.
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A un cielo di neve
urlano i rami nudi
amore che laceri e sparisci
resto aggrappato e la corrente strappa giorni
si porta via molti futuri
rossi di schegge
del mio cuore
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