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Varie
Black Hole Blues
Sulla porta dell’Inferno c’era scritto
lasciate ogni speranza voi ch’entrate
Lasciammo ogni viltà e ogni sospetto
entrammo da una porta di colore scuro
Intorno solo gente ignara e persa
il cellulare acceso, di plastica i capelli
non ragioniam di lor ma guarda e passa
passammo sopra i loro sguardi vuoti
dentro discoteche con il suono uguale
dentro un labirinto d’insegne e di male
Amor, ch'al cor gentil ratto s’apprende
amor, ch'a nullo amato amar perdona
lo dissi a una ragazza
in un videogioco scemo
un mostro verderame
sputava la sentenza
un verme che strisciava
mostrava la sua essenza
guardai la ragazza e tutto tremante
la bocca le baciai senza parlare
poi il video andò in crash
e tutto andò in fumo
un boato improvviso scosse la sala
dentro una nuvola di vodka e di gin
volarono muscoli e pelli tatuate
e io venni men così com’io morisse
Tra nuovi tormenti e nuovi tormentati,
la notte continuammo il nostro viaggio
e volta nostra poppa nel mattino
tornammo fuori nell’osceno giardino
La molta gente e le diverse piaghe
le facce disperate sopra i marciapiedi,
siringhe accese sullo stesso canale,
MTV continuava a suonare
e allora il disgusto si fece più forte
e quando Vanni Fucci ci fece le fiche
e un modello parlava col culo di Armani
io dissi basta, è ora di andare
e vidi un ruscello con l’acqua più chiara,
salimmo in silenzio per un buco rotondo
e dopo aver ripulito le vene e la pelle
uscimmo insieme a rivedere le stelle.
II turno
All’improvviso una forte ispirazione, quasi incontrollabile, si è impadronita di me
Senti bella,
scordati l’io, l’alba, il cielo, il tramonto
il mare, l’orizzonte, il grigio del crepuscolo
i colori dell’autunno, il cuore,
le mani di lui, il tenero sguardo
Aleppo, la Siria, il lago di Como
scordati l’io, la rima, il rimpianto, la storia
non parlare del dopo, del prima, dell’ombra dei morti
della sera in penombra
dei fiori del prato,
Prendi una penna e un foglio di bronzo
scrivi se puoi, se vuoi
ridi, leggi, ascolta, taci
però ti prego,
per l’ultima volta,
te lo chiedo in ginocchio,
angosce, racconti, romanzi, poesie
non parlare, lasciami in pace,
ci sentiamo alla fine del tempo,
non mi annoiare più.
III turno
Trilogia della punteggiatura
Mendicante di parole
Un mendicante di parole
raccoglie enigmi già risolti
Li venderà di notte all’anima del poeta.
Disegna un cruciverba a schema libero
In un labirinto di strofe chiuse
Ricama sulla pietra intrecci di sogni.
Sulla scacchiera di un cortile
Chiederà conto del mio non-essere
Di un anagramma senza senso
Un libro aperto alla lettera zeta
Ripeterà una sillaba incompleta
Si chiuderà dopo una mossa sbagliata
Si perderanno in una spirale
Tutti gli accenti che non ho messo
Li cercherò in un’altra poesia.
Slam
Slam, Freddy entrò nella casa umida e sporca sbattendo la porta
Slam, Katy lo colpì violentemente sulla faccia
Slam, Freddy finì con la testa sul tavolo
Hey, disse Nick
Quando la testa sbatte sul tavolo non si dice Slam
Si dice Sbam.
Hai ragione disse Freddy
Era stanco e si leccò la ferita
Un lembo di cervello si impastò nella saliva
Questo quartiere, pensò Freddy
è peggio di uno slam
Sarebbe slum con la u
Ma è per far rima con slam con la a.
I puntini sulla i
Punto, virgola, punto e virgola, punti, due punti, punto esclamativo
La punteggiatura mi ha sempre emozionato
Come i preliminari prima dell’amore
Non sai mai se farli o non farli
E soprattutto come farli e dove metterli
E quanti bisogna metterne e perchè
La punteggiatura mi ha sempre eccitato
Ho avuto la mia prima erezione
Quando ho capito che non si mette mai la virgola
Prima del che congiuntivo
Ma si mette sempre
Dopo il che relativo
Ero così contento che mi ero fatto una sega
Avrò avuto otto, nove anni
La punteggiatura mette in ordine la vita
Stabilisce le pause, il riposo,
e dà un senso alle nostre domande
Questa notte ho sognato di mettere
una virgola dopo le stelle
e due punti dopo il sole
Anche gli dei mi hanno ringraziato
Con la punteggiatura,
hanno detto,
l’universo sembra meno misterioso.
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