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Varie
I poeti
i poeti rubano
l’aria al tempo
erranti in un mondo
che li pensa errati,
vanno avanti
- loro –
distillati
archeologi di senso
Reperti
Cerco di essere
Padrona in una città
che gira intorno
a sé stessa e gli orizzonti
strappati alle coscienze.
Imbrigliati nei sensi unici
inseguiamo chi
vedremo solo di spalle.
Non riesco ad appartenere
a questi scenari e
abbasso lo sguardo.
L’incontro tra gli occhi
è un atto clandestino
tra reperti di antica umanità.
Al “Super”
Stiamo tutti qui, nascosti
tra offerte speciali
beati, mimetizzati
fra deliri colorati.
La mia coscienza
si fa finestra e sguardo.
Si muovono
nel loro pezzo di godimento
spingono un carrello
colmo di tentativi:
alibi illusori
in cambio di uno scontrino.
Li vedo nella loro corruzione
mentre a passo sostenuto
vanno a colmare il bagagliaio.
Sospetto che andranno
a barricarsi dietro una porta
blindata, ad esorcizzare,
prima delle date di scadenza,
il loro anonimato.
Incontro
un sorriso nell’aria
in un vortice di ricordi,
un bilancio dei tempi
a sedare
il presente precario
l’anima ora può
e si riflette
in uno sguardo
ritrovato
in un abbraccio
nell’occhio del ciclone
sai
io non sono più
come prima
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