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Varie
Corporea
Luna balsamica affoga
capelli di sale
nella ferita aperta,
brucia il grido,
è la dissoluzione che si compie
e scompaiono i cristalli
sciolti ormai
nel ventre della carne.
Perché mi guardi?
Vorresti risposte tangibili,
dialoghi spezzati
rapidi necessariamente;
nulla ho da offrirti
se non questo inchiostro
che cola blu
-lampodiluce altisonante-
e poi il vuoto
dal ciglio ispido
che non sembra eppure gratta
la parete interna del muscolo cavo.
Pupilla cartavetrata,
l’ho detto, è dissoluzione.
Scompare
la falce di luna,
l’ombra abbia inizio.
Eventi?
Ho perso
il controllo degli eventi.
Trovo novità
tra morbidi ed insospettabili gerani,
plastiche rivelazioni
sussurrate
e subito rinnegate,
giudizi taglienti
attraverso porte
che parlano con noncuranza
di noi mortali
intrappolati nei fili folli
della nostra univoca interpretazione del mondo.
La mia verità è effimera,
si prostituisce ai passanti
e rimane giovane
di fronte al susseguirsi delle cicliche albe dorate.
Pochi instanti fa
vi erano oceani
ove creavo me stessa
con polvere di lapislazzuli,
mi specchiavo,
perché la falsa razionalità era crescente;
ma non credere che sia ancora di qualche importanza:
veloce, non voltarti,
tutto procede anche senza di te.
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