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autore:
Francesca Tini Brunozzi

Nella mano destra ho l’uovo di pasqua
nella sinistra la bomba a mano

C’è un melograno nella mia tasca

Non voglio un uomo ancora
voglio un uomo al giorno

Non voglio un uomo nuovo

Non voglio medici di torno
voglio un giorno nuovo

Nella mia stanza ho un uovo e un uomo
in mezzo al cuore nell’uovo un uomo

Nella mia pancia c’è l’uovo solo.

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E adesso c’è
questo mirabile superstite nordico
residente Porta Palazzo
l’Unno
lo ha rinominato il ministro del lato
b-w-o-n-o del s-w-o-n-o.
Il caro Barbaro ha per i suoi celesti natali
la polpa sensibile al raggio lunare
e porta un tattoo verde e rosso
su ogni deltoide un Drago attorcigliato
che a leccarlo
si è prigionieri di visioni tridimensionali.
Battezzato Elvin
l’Unno percussore
ha movenze di delicatezza improbabile
e parole di inaudita tristizia.
Sorprende con ogni suo verdetto
dilata l’attesa di risposta in frequenza
precipita sagittale
in tempi solo a lui noti.
Omega
si verga questa inattesa Ossessione terminale.
Del simbolo non conosce il significato
ma in pieno il senso
e questa è la vera sua sapienza.
È il marchio di fabbrica della Compiutezza
quello che ha nella mente.
La Totalità
l’Inizio e la Fine di tutte le cose
è ciò di cui non pensa.
È il vizio del serpente o del drago
Ouroboros
che inghiotte la coda sua
si nutre e si feconda con essa.
Ora vedi
all’Inizio questo serpente o drago
tiene concluso in un giro del ventre
l’Uovo Cosmico
perché alla Fine l’Unità Primordiale
deve tornare e torna dentro
l’Infinito Moto suo di spirale.
L’Infinito Spaziale è anche conosciuto come
SpacElvin massimo spacciatore di Tempo Ciclico
al tempo in cui
la razza femmina si diede per spacciata.
Vedi ora che la Fine è solo un Inizio
e ciò che appare immobile
è tutto un preciso movimento a grande scala.
Adesso vedi
i Genitori Primordiali Uniti che eravamo noi
siamo altri da noi
noialtri che ci siamo chiamati
adesso e mai prima
in principio siamo stati uniti in cielo.
 
___________________________

È forse questa l’onda del Fiume
l’onda del Sogno.
È proprio questa l’acqua del Fiume
che ci investe e non ci spacca
l’onda d’acqua che ci lascia in piedi
coi cappotti abbottonati
in piedi – ma ci pensi – dritti dritti
uno affianco all’altra in piedi.
Lo vedi nella finzione del desiderio
possiamo fare tutto (il miracoloso)
possiamo persino portare il cappotto.
È dunque questa l’onda d’acqua
del Fiume in piena che passa
e tutto sciacqua.