- open air poetry slam(1 giorno)
Varie
1.
E’ la panna
che poni sapientemente
sul caffè.
E’ la pelle che cede
dove un tempo non conosceva imperfezioni.
E’ la risata grossa
è la voce imbarazzata
è lo sguardo severo
è la voce della rabbia.
E’ il tuo giorno buio,
quello che non conosce sole, arcobaleni, calore.
E’ il tuo giorno delle poche parole,
quello del guardare un qualcosa che non c’è
e sei come assente
quando intorno a te c’è il mondo che scuote il mondo.
E’ la luce che lasci accesa in bagno…
perché la dimentichi,
perché così il buio non ti avvolge troppo.
E’ la porta che ti lasci aperta alle spalle…
E’ il piatto che non lavi subito…
E’ la giacca che ti togli in fretta e rimane abbandonata…
E’ la busta piena della spesa posata lì, a lungo, in attesa…
Ed è per tutto questo,
e non solo per i tuoi pregi,
che io ti amo più del primo giorno.
2.
Alle macchie di colore,
Arlecchino,
devi la tua fama.
Alle guerre puniche,
Annibale,
devi la tua fama.
Alla poesia,
Saffo,
devi la tua fama.
Al tuo ingegno,
Galileo,
devi la tua fama.
Ad un nome,
tu,
tesoro,
dovrai la tua fama.
E che esso si chiami speranza, ingegno, fantasia
non conta.
Trovalo e strappa l’eternità al mondo.
3.
Ho vissuto, oggi, aspettando
come la luce aspetta la scusa del sole
come le foglie secche aspettano la scusa dell’autunno…
Così ho vissuto, aspettando.
Le stagioni, i volti, i governi, le aurore, gli abissi
sono solo un pretesto.
Il contorno che rende sopportabile un’immensa attesa.
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