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papoff

 
norme per il trasporto di animali dell'atm

è concesso il trasporto di un gatto in gabbia (se no? sul collo, tipo ermellino), di un cane di taglia piccola (razzismo), di un cane da caccia (ma perchè?) purchè nessuno sulla vettura sia contrario. cosa faccio? un sondaggio a ogni fermata? ma poi perchè un cane da caccia si e un san bernardo no? e se dichiaro che il mio san bernardo caccia? è concesso il trasporto di 3 pulcini, e dico 3, purchè non maleodoranti. ah, quindi gli faccio un bagnetto ed è tutto a posto! ora la vera chicca: è concesso il trasporto gratuito di un massimo di 2 pesciolini rossi. cioè ma se ne ho 3 pago un euro per portare un pesciolino rosso? e se sono sbiaditi dal cloro e non sono più rossi? se i pesciolini sono di sinistra basta? ma se ho 3 pesciolini e sale su il corvo (il controllore) cosa faccio? rischio un'ammenda di 50 €? butto via un pesciolino fuori dal finestrino? e se sono sui tram nuovi senza finestrini? chiedo al mio vicino se mi tiene un pesciolino così non prendo la multa? ma che differenza fa un sacchetto con 2 o 3 o 7 pesciolini? se penso poi che è consentito il trasporto di canne da pesca!! per assurdo potrebbe succedere che ci incontriamo io, che trasporto 3 pesciolini e un maresciallo (che loro non pagano il biglietto) con il suo bel cane da caccia, qualche canna da pesca e magari un borsone militare. quindi sale il corvo (il controllore) e cosa fa? a dimenticavo: ovviamente la 90 è piena di marocchini ed asiatici che non timbrano ma i corvi hanno paura di loro. sale il corvo dicevo e si mette a contare minuziosamente il numero di pesciolini nel sacchetto forte del suo cazzo di regolamento. io mostro il mio bel abbonamento annuale e lui mi dice: qui c'è un pesciolino di troppo. io tento di intortarlo dichiarando che il terzo pesciolino è in realtà un riflesso nel sacchetto. nel frattempo il maresciallo girandosi di scatto ha pescato un cingalese che per il dolore ha urlato innescando il cane da caccia che ha cominciato a mordere un magrebino a caso. immediatamente si crea una tribù inteafricana che sfida quella asiatica in una partita di calcio. ovviamente gli allenatori sono i due infortunati: il cingalese pescato e il magrebino morso. il maresciallo si improvvisa arbitro perchè neutrale, essendo europeo. il corvo e il cocchiere assistenti di linea. il cane da caccia fa da telecronista. le porte vengono fatte utilizzando il borsone del maresciallo da una parte e le canne da pesca dall'altra. il tifo sale alle stelle, gli altri mezzi dell'atm si fermano per assistere all'evento. manca la palla! fortunatamente una signora, reduce dal mercato in papiniano, ha comprato un pollo allo spiedo intero, avvolto nella stagnola. si può cominciare. assisto al primo tempo. molto combattuto. gli africani sono nettamente più forti fisicamente ma gli asiatici hanno la meglio grazie allo loro agilità. giocare su una filobus in circonvallazione a milano non è facile! telo via all'intervallo mentre viene distribuito del tè caldo...era freddo ma la permanenza sulla 90 l'ha reso bollente.
 
come è finita la partita? non lo so, mica rischio una multa da 50 € per 3 pesciolini...
 
 
azúcar
 
sono molto dolce. troppo forse. sono così. ad alcune piaccio ma poi mi lasciano lì perchè hanno paura. altre pensano, a ragione forse, che io sia davvero troppo dolce e mi scartano a priori. altre ci fanno su un pensierino ma poi. altre mi scartano subito all'apparenza...forse non mi vedono sotto la luce giusta. altre si addentrano un po' di più ma poi anche loro come tutte le altre. effettivamente nemmenno io mi piaccio molto. una volta invece sono stato due giorni a jesi, sono stato bene: lì piaccio! però adesso arriva il caldo e d'estate è ancora peggio: io solo, in questa specie di acquario, e loro che passano con questi mini vestitini. e io solo, lì, abbandonato come al solito, nella mia vetrina trasparente illuminata al neon, tra un babbà e un bignè. sempre solo.
dura la vita di una meringa
 
 
no(t)te                                                                      
 
non lo so il perchè
ma devo continuare a urlare
anche se è notte e nessuno mi ascolta
 
le mie parole non bastano
e non ho nemmeno note per disegnare
prendo in prestito rumori altrui e li metto insieme
cercando un grido che assomigli un poco al mio
 
a quello che vorrei fosse il mio
 
 
un giorno parlerò sottovoce
e qualcuno mi ascolterà
 
allora forse la notte sarà finita