Radiospettacolo

Radio Bandita - A cerchiata: la rivolta universale

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Dom, 14/12/2008 - 21:30

Tracciata sui muri o stampata sulle magliette, tatuata sulla pelle o raffigurata sulle spille, la “A cerchiata” è universalmente nota come il simbolo più semplice, diretto ed evocativo per rappresentare la libertà, l'anticonformismo, la trasgressione, la ribellione all'esistente. Eppure, a dispetto della sua diffusione e trasversalità (e delle molte leggende fiorite sulle sue origini) la A cerchiata ha accompagnato solo la fase più recente della storia delle idee che rappresenta.
Un radio-spettacolo per andare alle origini di un logo che è l'essenza stessa dell'efficacia, ma anche per scambiare suggestioni, riflessioni e ricordi legati a un segno che tutti, prima o poi, abbiamo incontrato sulla nostra strada.
Ne parliamo ai micorfoni di Radio Bandita con Carlo Milani e Gianluca Chinnici, curatori del libro “A cerchiata - Storia veridica ed esiti imprevisti di un simbolo” (ed. Eleuthera, 2008), Marco Rovelli (scrittore, saggista e cantante), Maurizio Maggiani (scrittore), Salvatore Zingale (semiologo).
Collegamento telefonico con Mimmo Pucciarelli (fondatore del CEDRATS Centro di ricerca sulle alternative sociali di Lione).
Intermezzi musicali a tema: Marco Rovelli - Gruppo di canto popolare Voci di Mezzo.

Ingresso libero con tessera Arci
 

Noi motociclisti: tra libertà e perdizione

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Gio, 11/12/2008 - 22:00

Vi ricordate quel tormentone che più o meno faceva così? I Beatles sono di destra e i Rolling Stones di sinistra, l’anguria di sinistra e il melone di destra, il bagno di destra e la doccia di sinistra… E la moto? Se penso a Motocicletta 10HP di Battisti "mi smarrono", ma se penso alla libertà dei quindici anni sopra al Garelli Vip3 o al Fifty Malaguti o al mito del Caballero o dell’Aspes Navaho allora "ci sto dentro".

Smanettoni o posapiano, motard o bikers, cavalieri solitari o branchi di vespisti, pistaioli o amanti delle cromature, appassionati dello Stelvio, dello Spluga o della Via del Sale o cavalieri erranti di Nordkapp o del deserto di Dakar, tutti diversi ma forse tutti uguali nella ricerca di un'altra Comunità, quella delle due ruote. Con le differenze tra chi fa fatica a considerare lo scooter membro della comunità ma non può non rendersi conto del passaggio delle due ruote a fenomeno di massa, tra chi la usa per resistere alla città metropolitana e chi sceglie di non fare mai l’autostrada, tra chi ancora considera l’Harley la "madre di tutte le battaglie". Ci incontriamo in Scighera per chiacchierare di tutto questo: noi ci mettiamo la musica e i film sulla motocicletta, un Radiospettacolo con appassionati del lampeggio, della gamba sollevata e della mano che ancora ha voglia di salutare e riconoscersi anche nel nostro paese.

Voi ci mettete la vostra moto (che potrete parcheggiare all’interno, i primi ad arrivare, o le chicche da proporre, o all’esterno ben allineate, tutte nello stesso verso e appoggiate sul cavalletto laterale) e poi i cimeli, i caschi fiammeggianti, i giubbotti consumati, i draghi, i poster, i manifesti e gli adesivi e tutti i racconti scritti e parlati che vorrete portare… Chissà, magari daremo vita al Motorclub Scighera. Una raccomandazione ai meno giovani: anche se non avevate previsto che saremmo invecchiati venite lo stesso.

Sul palco Fabio Meregalli, Graziano Fortunato, Dino Taddei, Andrea Morando, Mao e Miki dell'officina Conchetta e il padrone di casa: il Chopper 50 Fantic Motor della Scighera.

Ingresso libero con tessera Motorclub Scighera (ma va bene anche Arci...)

 

Radio Bandita in piazza


40:00 minutes (36.62 MB)

Piazza Insubria, 19 ottobre 2008. Registrazione del radio-spettacolo realizzato in occasione della festa del Comitato Inquilini del quartiere Molise-Calvairate. Presentazione del progetto Indi-genti, finalizzato alla realizzazione di un centro di documentazione popolare del quartiere.
Lo studio radio, allestito al centro dei giardini, è stato alimentato da pannelli solari.

Un ingranaggio nel mondo

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Gio, 13/11/2008 - 21:30

Se una fabbrica come la INNSE dovesse chiudere non solo perderebbero il lavoro gli operai, mentre la città svenderebbe un altro pezzo alla speculazione. Sparirebbe anche un patrimonio orale che racconta di conoscenza del lavoro, lotta di fabbrica, saperi. Perché la fabbrica è fatta da persone e da macchine, è un luogo in cui si fabbricano le “cose”: se interrogate le persone ti spiegano le macchine.
Questa sera ascolteremo racconti sulla condivisione dei saperi, la loro trasmissione, l'orgoglio dell'appartenenza. E come soprattutto il sapere esce dalla fabbrica e incontra la pratica delle ciclofficine, di come la conoscenza possa essere condivisa. Se la fabbrica è una piramide, questa volta si è provato a capovolgerla.

Saranno presenti Dario Comotti della INNSE, Adriano Maccarana delle Ciclofficine e Manuel Ferreira della compagnia Almarosé.

Interventi musicali a cura delle Belle lì.

Presenta Andrea Perin della Scighera

Ingresso libero con tessera Arci

 

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