Seconda Rassegna Cinetorchiera: UGO TOGNAZZI CAPO DELLE BR

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Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del "Grande Vecchio" del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: capace di raccontare la storia del nostro Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, fatte di tensioni sociali e grandi balzi in avanti di costume. Tognazzi è la negazione dell'attore, egli non smette di tenersi addosso i suoi abiti, il suo umore della Bassa. E' questa la sua grande forza che rende difficile incasellarlo tra i macchiettisti caricaturali della commedia all'italiana. La sua voce fuori campo, presente in molti film, ci fa da guida acre e dolorosa alla nostra attualità, rivendicando anche – come nel caso del Male – il sacrosanto e goliardico "diritto alla cazzataâ€.

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Ugo Tognazzi capo delle BR: La grande abbuffata

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Mer, 06/08/2008 - 19:30
Mer, 06/08/2008 - 23:59


Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano


Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30

“Ugo Tognazzi è il capo delle BRâ€. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio†del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.

LA GRANDE ABBUFFATA (Marco Ferreri, Italia/Francia, 1973)
Un inno alla vita, quella vera, fatta di cibo, sesso e morte. Poteva mancare all'appuntamento il più grande fucilatore di luoghi comuni come è stato Marco Ferreri? Buttati nella mischia Mastroianni, Noiret, Michel Piccoli e naturalmente il Grande Maestro di cerimonia Tognazzi che libera a tutto campo la sua verace passione per la cucina. Tutti scagliati verso un suicidio surreale e pagano, guidati dall'angelo della morte Andréa Ferréol. Tutti i nostri fondamenti di giusto e sbagliato tremano di fronte a questo lugubre e rinascimentale affresco. Presenta Dino Taddei.

 

Ugo Tognazzi capo delle BR: Romanzo popolare

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Mer, 13/08/2008 - 19:30
Mer, 13/08/2008 - 23:59

 


Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano


Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30

(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)

“Ugo Tognazzi è il capo delle BRâ€. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio†del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.

 

ROMANZO POPOLARE

(Mario Monicelli - Italia, 1974)

Giulio è un metalmeccanico milanese, attivista sindacale e tifoso del Milan.
Quando incontra Vincenzina, una ragazza che diciassette anni prima aveva tenuto a battesimo ad Avellino, se ne innamora e decide di sposarla. Ma durante un corteo Giulio conosce Giovanni, un poliziotto ferito negli scontri, che diventa suo amico e comincia a frequentarne la casa: e mentre Giulio è in fabbrica, tra Giovanni e Vincenzina nasce una relazione destinata a sconvolgere la vita dei tre.
La genialità della sceneggiatura risiede soprattutto nei dialoghi, scritti con la collaborazione di Beppe Viola ed Enzo Jannacci: il politichese di Tognazzi, con il suo accento lombardo pieno di metafore calcistiche, si contrappone al linguaggio da fotoromanzo di Vincenzina e alle pesanti inflessioni meridionali di Giovanni. Gran parte del film è stata girata nella periferia milanese: l'Innocenti di Lambrate, la Falck di Sesto San Giovanni, le case popolari di Cinisello Balsamo.
Archeologia industriale di una città che non esiste più. Ma Romanzo popolare è rimasto nella storia anche per la colonna sonora di Jannacci, in particolare per quel suo brano dolcissimo e struggente, "Vincenzina e la fabbrica". Presenta Paolo Cognetti.


Aperitivo/cena a partire dalle 19.30

Proiezione all'aperto ore 22.30

Ugo Tognazzi capo delle BR: La vita agra

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Mer, 20/08/2008 - 19:30
Mer, 20/08/2008 - 23:59

 


Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano


Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30

(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)

“Ugo Tognazzi è il capo delle BRâ€. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio†del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.

LA VITA AGRA (Carlo Lizzani - Italia 1964)

Il libro di Luciano Bianciardi da cui è tratto il film vale mille testi di sociologia per descrivere l'Italia del boom economico si badi, non quella delle Lambrette e delle vacanze in Riviera, ma quella allucinata e alienante dei minatori morti, dello sradicamento e del capitalismo alla 'cinese' di quegli anni. La vorace necessità del benessere diffuso trita tutto, anche l'anarchico Tognazzi che parte dalla provincia per far saltare il Pirellone e rimane anch'egli masticato. Lo stile di Lizzani è sempre quello di 'stare sul pezzo' con risultati alterni; in questo caso parla una lingua che comprendiamo benissimo anche oggi, lasciandoci ad amare considerazioni sul presente. Presenta Lorenzo De Micheli.

 

Ugo Tognazzi capo delle BR: Il federale

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Mer, 27/08/2008 - 19:30
Mer, 27/08/2008 - 23:59

 


Cascina Autogestita Torchiera Senzacqua -Piazza Cimitero Maggiore 18, Milano


Aperitivo/cena a partire dalle 19.30
Proiezione all'aperto ore 22.30

(N.B. In caso di pioggia l'aperitivo e la proiezione avverranno comunque all'interno)

“Ugo Tognazzi è il capo delle BRâ€. Così titolava il settimanale satirico Il Male in un'Italia alla spasmodica ricerca del “Grande Vecchio†del terrorismo nostrano. Ma Tognazzi è stato veramente un Grande Vecchio del cinema italiano: maschera goliardica capace di raccontare la storia del Paese nelle sue più perverse circonvoluzioni, guida acre e dolorosa alla nostra attualità.

 

IL FEDERALE (Luciano Salce, Italia, 1961)

E' una commedia antesignana, un road movie che mostra il bel paese durante la guerra, nel quale, per la prima volta Tognazzi veste la parte del protagonista, un fascista, tanto fedele quanto stupido, cresciuto nel mito di Mussolini, capace di perdere il proprio prigioniero varie volte lungo la strada per Roma e di ritrovarsi in
mutande. Ottenendo, infine, la divisa di federale proprio durante la liberazione di Roma quando vale solo il plotone di esecuzione.
Importante prova di Tognazzi che tratteggia un fascista capace di morire per i suoi ideali, ma incapace di vedere in quale realtà si trova, la musica è diretta magistralmente da Morricone. Presenta Daniele Scalia.