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Domenica, 23 Maggio, 2010 - 21:30
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Domenica, 18 Aprile, 2010 - 21:30
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Domenica, 21 Marzo, 2010 - 21:30
Altre voci altre stanze - Stanza rossa: New York viaggiata. New York scritta
New York. La città. Sistema complesso di tasselli culturali, di sogni, di linguaggi, di bisogni, di tensioni, di contraddizioni, di identità, di fragilità, di possibilità, di potenzialità, di creatività, di storie e di storia.
New York. Grattacieli, Statua della libertà, Scale antincendio delle facciate dei palazzi, Ponte di Brooklyn, Central Park, Ellis Island, 11 settembre e tanta filmografia, letteratura, icone, simboli e sonorità che hanno alimentato l'immaginario collettivo di questa città.
New York raccontata da chi l'ha esplorata e da chi l'ha scritta.
Mario Maffi, docente di cultura anglo-americana presso la Statale di Milano,viaggiatore, scrittore. A New York ha dedicato diversi suoi lavori fra cui: "Nel mosaico della città. Differenze etniche e nuove culture in un quartiere diNew York", (nuova edizione), Il Saggiatore, 2006, "New York. L'isola delle colline" (nuova edizione), Feltrinelli Traveller, 2003, "Sotto le torri di Manhattan. Mappe, nomi, storie", Rizzoli, 1998-1999.
Paolo Cognetti, scrittore e regista. Ha raccontato la New York letteraria in alcuni documentari sugli scrittori americani e in un libro fresco di stampa: "New York èuna finestra senza tende", Laterza, 2010.
Una città a confronto. Due viaggi, due ritratti.
E un'indagine nell'affascinante rapporto viaggio/scrittura perché, per dirla alla Magris:
Il viaggio-scrittura è un'archeologia del paesaggio; il viaggiatore-lo scrittore-scende come un archeologo nei vari strati della realtà, per leggere anche i segni nascosti sotto altri segni, per raccogliere quante più esistenze e storie possibili e salvarle dal fiume del tempo, dall'onda cancellatrice dell'oblio, quasi costruendo una fragile arca di Noè di carta, sebbene ironicamente consapevole della sua precarietà
Suoni e visioni newyorkesi si mescoleranno nella serata.
E per l'occasione un inedito Celeste Alemagnuoli in frack.
Conducono Laura Iotti e Lorenzo Valera (La Scighera)
Ingresso con tessera Arci
Altre voci altre stanze - Stanza argento: Nello spazio
Oltre i confini terrestri, dritti verso l'ultima frontiera, quella che tutti abbiamo esplorato con l'immaginazione ma pochissimi hanno potuto varcare di persona...
Ospite Umberto Guidoni, astronauta, astrofisico, scrittore ed europarlamentare fino al 2009.
Ha partecipato a due missioni a bordo dello Space Shuttle, nel 1994 e nel 2001.
Un racconto di viaggio davvero fuori dal comune. Per ripercorrere la storia della corsa allo spazio, immaginare futuri possibili dei viaggi spaziali, ma anche per parlare di temi molto terrestri, centrali nell'attività politica di Umberto Guidoni, come l'ambiente e le energie alternative.
Ma soprattutto ci preme dare risposta a un quesito che solo un astrofisico impegnato in politica ci può chiarire: la terra è più distante dalle stelle o dal Parlamento Europeo?
Fra vibrazioni e immagini spaziali, sempre che non sia in viaggio, Celeste Alemagnuoli.
Conducono Oscar Agostoni e Lorenzo Valera (La Scighera)
Ingresso con tessera Arci
Altre voci altre stanze - Stanza blu: Letteratura migrante
Il mio nome, Gezim è una parola albanese e vuol dire gioia, ma il mio cognome Hajdari viene dall'arabo, appartiene agli sciiti (...) La mia lingua madre, l'albanese, contiene nel suo lessico moderno neologismi latini, italiani, slavi, greci. La mia nascita è balcanica, ma la mia lingua adottiva, nonché la mia esperienza, diventano italiane, e la mia seconda patria la lingua italiana. Io vivo al bivio di ogni equilibrio. Non voglio avere appartenenza, perchè l'appartenenza è morte. (...) Gezim è la mia identità e il mio corpo la mia patria.
(Dalla relazione del poeta albanese Gezim Hajdari al Forum internazionale sulla letteratura della migrazione, 2003)
Di ciò che rende le persone migranti, il viaggio, si parla solo quando finisce in tragedia. “Ennesimo dramma della disperazione”, un'altra “carretta del mare” inghiottita dai flutti... sono le formule abusate che ci raccontano, ormai in maniera stanca e incolore, la strage quotidiana dei migranti nelle acque del mediterraneo. Ma per molti di quelli che sopravvivono al tentativo l'odissea vissuta, con il suo carico di sofferenza, di umiliazioni, di paura, resta una ferita aperta, un trauma destinato a pesare per sempre nella memoria individuale. A vent'anni dalla pubblicazione di “Io venditore di elefanti” di Pap Khouma, in Italia, a differenza di altri paesi europei, quella della migrazione è ancora una letteratura emergente. Anche all'interno di questa letteratura il viaggio compiuto trova raramente spazio, vuoi per la mancanza di interlocutori attenti, vuoi per la difficoltà di raccontare vissuti tanto dolorosi. Nel corso della serata proveremo a confrontarci su questi temi con alcuni scrittori, sia migranti e italiani.
Conducono Oscar Agostoni e Laura Iotti (La Scighera)
Ingresso libero con tessera ARCI
Ingresso con tessera Arci


