Il mio villaggio - Per una politica dei quartieri e del quotidiano
Questo articolo comincia in una delle poche case di Generville, villaggio di 64 abitanti nella regione del Languedoc nel sud della Francia. Vicino alla casa, una buca delle lettere; e nella buca delle lettere, scritto a mano, un avvertimento chiaro: pas de pub (niente pubblicità).
Durante il mio viaggio in diversi villaggi della zona scopro molte di queste targhette artigianali.
Molte sono scritte su etichette, alcune stampate con il computer o direttamente incise sulla cassetta o sul citofono.
Però tutte esibiscono un messaggio chiaro e contundente, invitando a non riempire le buche di pubblicità inutile.
Mentre cerco la mia macchina fotografica e mi accingo a fotografare una di queste etichette, varie cose mi passano per la testa: soffriranno anche qui, in questi villaggi così piccoli, di overdose da pubblicità che così tanto affligge le grandi città? Fino a questo recondito punto del pianeta arriveranno i tentacoli del consumismo? Evidentemente si. Come è evidente che , lo dimostrano queste etichette, in questa zona esiste una presa di coscienza o, in qualche modo, una lotta contro il sistema. Però: chi ci sarà dietro questa piccola resistenza contro l’occupazione illegittima delle buche delle lettere?
Assorto nelle mie meditazioni, mi risveglia una porta che si apre. Da una delle case dove stavo facendo una foto, esce una signora anziana, armata di borsa per la spesa pronta per andare a far compere. Non ha per nulla la faccia di un’attivista anti-sistema. Ha la faccia però di essere una di quelle che hanno scritto” pas de pub” sulla cassetta delle lettere su di un’etichetta di quelle che si usano per le marmellate e di averla appiccicata con il nastro adesivo.
Un atto, in sé, quasi invisibile agli occhi del sistema però più sovversivo ed efficace di quel che sembra.
Dietro all'etichetta della marmellata c'è gente comune, non troviamo lotte organizzate, clamorose o urbane. L'etichetta della marmellata non è cool, però è sincera ed eloquente, simbolizza una lotta che, come la signora che esce per far la spesa e che mi saluta, è spontanea e quotidiana, ma non meno efficace.
Il Pas de pub scritto a mano sulla buca delle lettere è anche un messaggio individuale e diretto, senza intermediari e questo da valore alla protesta. Non metto in discussione il potere della parola stampata, della copia, della moltiplicazione del discorso. Chiedetelo a Gutemberg, Warhol o alle imprese pubblicitarie odierne! Però nella moltitudine di messaggi clonati, la parola manoscritta, fortunatamente, ha ancora più valore di quello che ci immaginiamo. Pensate a una manifestazione qualunque. Gli striscioni artigianali, spontanei e manoscritti con lo spray hanno ancora il potere di richiamare l'attenzione dei mezzi di comunicazione
In ogni caso l'obiettivo del Pas de Pub non è richiamare l'attenzione dei mezzi di comunicazione ne di puntare in alto. L'azione vuole semplicemente preservare la buca delle lettere dall'intasamento pubblicitario, il che significherà farla finita poco a poco con la distribuzione indiscriminata di pubblicità stampata. L'esito dell'azione sta nel fatto di perseguire un obiettivo semplice e chiaro. E il merito di questo proviene dal popolo.
La signora scompare nella via sottostante e io me ne vado con una nuova lezione. Nella lotta individuale contro il consumismo smisurato, anche la buca delle lettere si può convertire in un'arma efficace.
Tradotto dallo spagnolo da ViaScighera
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