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Fratture d'Italia: la memoria divisa
Milano, Piazza Fontana: due lapidi convivono l'una attaccata all'altra, entrambe di marmo bianco e delle stesse dimensioni. Tutte e due ricordano la tragica fine dell'anarchico Pinelli in Questura. Le divide una parola, un'unica parola che apre vertiginosamente una frattura tra verità collettiva e verità istituzionale: ucciso o morto nei locali della Questura? E' uno degli infiniti casi di memoria non condivisa che costellano le piazze, le vie, le lapidi d'Italia. Paese nel quale nessun regime (monarchico, dittatoriale o repubblicano) ha avuto l'autorevolezza di consegnare alla storia una versione definitiva e accettata. John Foot, storico di vaglia, si è immerso nella ricerca e nell'interpretazione di questo patrimonio irrequieto di 'monumenti e targhe alla memoria', da Caporetto a Matteotti, da Moro al G8 di Genova. Semplici arredi cittadini oramai dimenticati o nervi scoperti capaci di rinfocolare sentimenti mai del tutto sopiti. Ne parliamo con John Foot, autore del libro Fratture d'Italia (Rizzoli) e con Paolo Maggioni, giornalista di Radio Popolare.
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