La mostra fotografica di Raghu Rai, fotografo della prestigiosa agenzia Magnum, sul disastro di Bhopal è stata inaugurata a Johannesburg in occasione del Vertice sulla Terra (agosto 2002) ed esposta in numerose capitali europee ed extraeuropee.
In Italia è stata presentata a Venezia, nell’ottobre 2002, per poi ripartire in un tour itinerante che ha interessato diverse città della nostra penisola. Ora ritorna a Milano, ospite nei locali del circolo Arci Scighera.
La mostra consta di una selezione dei 67 scatti in bianco e nero che Raghu Rai ha impressionato sulle sue pellicole, arrivando sul luogo dell’incidente poche ore dopo l’esplosione. Nel 2001, sotto richiesta di Greenpeace, Rai ha fotografato le conseguenze ancora oggi in atto della tragedia di Bhopal. A 17 anni da quel tragico incidente, Rai troverà e documenterà una realtà non molto diversa da allora. Si reca negli ospedali, partecipa ai cortei, assiste alle cremazioni dove fotografa di nascosto i volti delle vittime.
Fra le foto scattate dall’autore alcune sono diventate le icone del disastro. Immagini che verranno associate per sempre all’incidente di Bhopal, che colpiranno profondamente l'opinione pubblica e, in parte, la coscienza del mondo industriale.
Il risultato è un percorso fotografico d'eccezione attraverso il quale i sopravvissuti possono raccontare le loro dolorose storie e fare in modo che la loro battaglia per la giustizia possa continuare.
Oggi a Bhopal gli abitanti vivono e lavorano per poter dimenticare i terribili giorni della tragedia, ma non è così semplice. Le tracce del passato restano indelebili.
La battaglia contro i problemi sanitari causati a decine di migliaia di sopravvissuti è ancora in corso, l'unità tossicologica dell’ospedale della città è costantemente sovraffollata, l’impianto della Union Carbide è ancora in piedi e le sostanze tossiche continuano a contaminare l’acqua destinata agli usi domestici. Rai, dopo questa esperienza, ha deciso che tornerà a Bhopal per continuare a documentare le conseguenze della tragedia, fintanto che i governi e le aziende non si assumeranno la responsabilità di un disastro ancora oggi in corso.
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