La Scighera
NEWS! | pubblico

Presentazione in prima Lombarda del nuovo cd "Canti Richiami d’amore"

Ginevra Di Marco e l’orchestra da camera Stazioni lunari In concerto - € 10,00  (leggi tutto)

PREVENDITE CHIUSE
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Bambini | Domenica, 12 Febbraio, 2012 - 15:00

La primavera è ormai alle porte e la Scigherina non vede l'ora di continuare a crescere!
La Scigherina è un orticello autogestito da coltivare insieme.
La Scigherina è un'esperienza attiva, ludica e sperimentale, per grandi e piccini, che presta attenzione all'ecologia e alla partecipazione. La Scigherina è una commissione della Scighera. Come tutte le altre viene autogestita da quei soci che desiderano prendere in mano un pezzettino del progetto collettivo. Appunto! Per ora abbiamo trasformato lo spazio, qualche albero e un prato sono già cresciuti. Si tratta adesso di immaginare e di vivere insieme un momento del calendario della Scighera interamente dedicato ai bambini e ai genitori.

Prima semina il 12 febbraio dalle 15.00 con il Nano-baratto (il baratto per piccini e adulti) aprirà la nuova stagione della Scigherina, si giocherà a scambiare giochi, vestiti, idee.. Porta quello che non ti serve più per scambiarlo con quello che ti è utile.

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West Bank express - sguardi oltre il muro. PROFUGHI E COLONI

Inizio: 
Venerdì, 28 Maggio, 2010 - 20:00 - 23:30
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Cosa pensano i giovani palestinesi e israeliani delle colonie e dell’occupazione? Un racconto a ritmo di rap

Proiezione del documentario

Shooting Muhammad + G-town in concerto

Shooting Muhammad

di Luca Cusani, Francesco Cannito e Michela Sechi- 2009 - durata 52'
"Nella mia classe ci sono 13 studenti e metà di loro sono coloni utra ortodossi e mi odiano, o si potrebbe dire che non mi amano”. Immagina di essere un rifugiato palestinese di 21 anni. Immagina di prendere ogni giorno l’autobus per andare a studiare in una università all’interno di una colonia israeliana. Immagina di essere l’unico studente arabo del tuo corso di laurea. Questa è la storia di un ragazzo schiacciato tra due mondi che si temono e odiano a vicenda. Questa è la storia di Muhammad.

A seguire

concerto dei G-town, gruppo hip-hop, protagonisti del documentario, da Gerusalemme

Il rap dei GTown nasce all'ombra del muro di cemento che Israele ha costruito per separare Gerusalemme dalla Cisgiordania. Qui c'è il campo profughi palestinese di Shufat: case ammassate una sull'altra, vicoli, disoccupazione, miseria e un posto di blocco israeliano per controllare chi entra e chi esce. "Viviamo in un ghetto, ma la gente non lo sa, per cui abbiamo deciso di raccontarlo con le nostre canzoni" dice Muhammed, 23 anni, leader del gruppo. GTown significa Ghetto Town, città ghetto. Cantano in arabo. Non hanno nessuna casa discografica che pubblichi i loro album, ma li conoscono i giovani di tutti i Territori Palestinesi, grazie al passaparola, ai concerti e ai brani scaricati da internet. Il loro rap racconta la loro vita quotidiana di profughi, l'esclusione, i posti di blocco militari, la violenza che vivono e quella che vedono in tv, quando il telegiornale trasmette le notizie da Gaza. E non mancano riflessioni anche sui grandi temi politici, come il loro pezzo più noto: "Sharq Awsat Jadeed", il nuovo Medio Oriente. I GTown hanno già suonato in vari paesi europei e dopo la tappa milanese li attende un concerto a Berlino.

Ingresso con sottoscrizione e tessera Arci