
Il respiro della città
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La città che pulsa, ingoia, amplifica. La città immateriale assunta a simbolo di violenza, alienazione ma anche di fiducioso progresso civilizzatore. Le infinite aporie che si aprono tra centro e periferia, staticità dell’abitato e velocità degli abitanti, dimora dei poteri e loro mausoleo.
In questo proscenio degli estremi umani, luogo di pietre, umori, pestilenze; immense bidonville e Città del sole si muove il barometro della nostra storia.
Esiste la città del commercio, la città del lavoro ma anche la città nel libro: la sua peculiarità di essere un concentrato di storie contraddittorie ha lasciato raramente insensibili gli scrittori di ogni periodo e cultura. Il libro si confronta con questo straordinario aggregato umano, accomunato, forse, da un’oggettiva eternità scardinata da una soggettiva sensibilità.
Ed il Respiro della Città che vogliamo sentire è quello raccontato dal libraio, filtrato dalla sua lente, racconti a tema non affidati ad autori/editori (sempre prodighi a difendere il proprio prodotto) ma valorizzando il ruolo culturale, di consiglio, di una figura in estinzione, schiacciato dalla massificazione imposta dalle grandi catene distributive.
Primo tema: LA CITTA’ UTOPICA
Certo: Tommaso Moro e Campanella, i manifesti politici sotto mentite spoglie ma anche le città degli altri pianeti, della fantascienza o della mitologia. Stradari dell’immaginazione.
Tre libri raccontati da Antonio D’Errico (Libreria In Movimento, Milano)
Nel corso del radiospettacolo: letture di Marta Marangoni e Nicola Cavallari
INGRESSO CON TESSERA ARCI





