Poetry Slam. Una gara dove a sfidarsi sono
i poeti. Un palco, un microfono, una voce.
Tre minuti di tempo per leggere poesie scritte
di proprio pugno. A decretare il vincitore di questo sport artistico
5 giudici estratti dal pubblico, componente attivo della gara.
A condurre un
Master of Cerimony, un Emcee come dicono in America, catturando il termine dallo slang Hip Hop. Un maestro di cerimonia, diremmo noi in Italia.
Un’
arte sportiva in cui la poesia non vuole più essere subita, ma
osannata, criticata, votata.
Una poesia non più da ascoltare passivamente in angusti salotti letterari, ma una
poesia viva perché vivo è il suo pubblico che, refrattario verso una poesia, un lettore e un’editoria incartapecoriti, partecipa ad un Poetry Slam per dare vita ad una comunità poetica in uno spazio espressivo libero.
Perché la poesia
deve essere strappata dalle pagine gialle di testi accademici, perché la poesia, che ci piaccia o meno, è nella nostra
quotidianità.
E allora viviamola.
Ad indossare la veste di maestro di cerimonia
Marco Rossari
Ad accompagnare la gara le note elettriche di
dj Skrim
Se volete salire sul palco del poetry slam, gareggiando con le vostre poesie, iscrivetevi a
slam@scighera.org lasciando vostro nome, cognome e mail. Nell’oggetto indicate: “iscrizione poetry slam