Lo “Yawp”, e cioè l’urlo barbarico di Walt Whitman citato nell’”Attimo fuggente” che dà il titolo all’opera, rappresenta insieme un urlo liberatorio dal dolore dell’esperienza vissuta, ma anche un’incitazione a tutti (giovani e meno giovani) a prendere in mano il proprio destino e ad agire per incontrare la propria autenticità e cambiare la realtà delle cose. Il corto si conclude, infatti, con un’uscita dalla finzione filmica che ha l’aspirazione di dare luogo all’avvio di un’azione nel mondo reale. A proiezione conclusa ne parliamo con il regista Eugenio Di Fraia e con l'attore Davide Barro.
Ingresso libero con tessera ARCI





