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La part maudite: Giovanna d'ArcoDom, 02/03/2008 - 21:00 La Scighera è lieta di ospitare "Il cineforum di Mr. Arkadin" Vai alla pagina della rassegna (Drammatico, regia di Carl Theodor Dreyer,b/n 110 (85) minuti, Francia 1928.)
La passione di Giovanna d'Arco di Carl Theodor Dreyer, con le sue dis-inquadrature (volti tagliati dall'orlo dello schermo) e i suoi punti di vista anomali, misura il rinvio all'eccedenza, ad un'altra dimensione dell'immagine e dei corpi. I tagli di Dreyer smarcano il volto di Giovanna, lo dis-giungono da qualsiasi spazio storico o contesto narrativo, poiché il volto è irriducibile all'inquadramento. I primi piani di Giovanna - l'immagine-affezione - smargina i bordi del quadro, perché il suo volto è incontenibile: i giudici sdentati e incarogniti non possono più potere. Dreyer costruisce una sfasatura di piani che pone di fatto Giovanna su un dislivello incolmabile per gli assassini della differenza. Film affettivo per eccellenza, La passione di Giovanna d'Arco contrappone l'irriducibilità del volto, l'autonomia della singolarità, alle prese uniformanti della Storia: la Passione si sottrae al Processo e nonostante il rogo o la vittoria degli inquisitori, la parte maledetta, l'oltranza di un en jeu, il paradosso di una sovranità spossessata, l'esperienza-limite di Giovanna, rimontano, liberati dalle maglie dei ruoli sociali, dello stato di cose storico: il martirio-potlach di Giovanna eccede le proprie cause, così come Giovanna trascende le domande degli inquisitori. INGRESSO CON TESSERA ARCI |
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