Un percorso all'interno di questo genere musicale, nato dalle peripezie dei greci che, nel 1922, sono rientrati forzatamente in patria dalla vicina Turchia, dopo la cosiddetta “catastrofe di Smirne”.
I Rebetiko Taxidi presenteranno brani dal repertorio dei grandi autori rebetici, accompagnati anche dalle Cantarei gruppo vocale di canto popolare.
Durante la serata, verrà presentato il progetto del primo "fumetto musicale", basato su uno dei brani proposti dal gruppo.
Sul palco
Emanuele Skoufas: fondatore del gruppo. Voce, bouzouki e baglamas
Laura Pronestì: fonica e sound engineering del gruppo. Chitarra, baglamas
Matteo Concina: voce, darbouka, kazoo, cajón, tastiere
Bio/presentazione
Il nostro gruppo nasce nel 2017, costituito inizialmente da Emanuele (il “greco” del gruppo - almeno per metà) e Laura. Nel 2018, si è aggiunto anche Matteo.
Il nome “Rebetiko Taxidi” significa “viaggio rebetiko”; sottolinea la nostra volontà di riprendere il viaggio musicale e culturale alla ri-scoperta di questa parte della cultura greca. Il rebetiko è un genere musicale nato dalle peripezie dei greci che, nel 1922, sono rientrati forzatamente in patria dalla vicina Turchia, dopo la cosiddetta “catastrofe di Smirne”. Questi cittadini, provenienti inizialmente dalla buona borghesia ellenica ben integrata in Turchia, si sono ritrovati “stranieri tra i compatrioti”, con una conseguente crisi d’identità e di valori. Ciò ha portato molti di loro a dover scegliere una vita ai margini della società, tra criminalità dei bassifondi, tossicodipendenza, vita da carcere, amori impossibili o tragici.
Questa vita è stata “tradotta” in musica dai rebetes, o manghes, cioè gli artisti che si erano formati proprio in questi ambienti.
Volendo fare un paragone, il rebetiko sta alla musica greca come il fado sta a quella portoghese, o come il blues sta a quella statunitense: la musica degli ultimi.