Toni Bruna è un cantautore e compositore figlio di esuli istriani insediatisi nella periferia della città di Trieste, una città in cui la gente sembra non avere passato, in cui per molti la storia è una triste approssimazione, in cui tutto sembra essere frammentato: la lingua, i luoghi, la memoria. La scelta del dialetto, come elemento fondamentale della propria intimità, appreso attraverso la naturale imitazione dei suoni percepiti sin dalla prima infanzia, è determinata da circostanze naturali.
Sono questi frammenti il materiale di cui egli si serve per le proprie creazioni, frammenti che combinati assieme prendono forma, forma che diventa poesia , poesia che diventa musica.
Che sia questo forse un nuovo folclore?
Se lo è, si tratta di un folclore sognato, inventato, è un folclore immaginario. Le sue canzoni sembrano non aver struttura, sono asimmetriche e inaspettate, costruite su un dettaglio, una parola, un suono su cui tutto si poggia e da cui cresce e si sviluppa il resto.
Ingresso con tessera e offerta libera